Ibrahimovic, i lati nascosti del campione

L'emozione sul palco con Sinisa e Donato Grande

(ANSA) - SANREMO, 05 MAR - In campo duro, spietato, una macchina da guerra. L'attaccante temuto da ogni difensore. E' questo è quello che già sapevamo di Ibra. Ma il numero 11 del Milan, sul palco dell'Ariston - ospite fisso per tutta la settimana -, ha messo da parte scarpini e armatura da guerriero e ha tirato fuori dall'armadio smoking, scarpe di vernice, un sorriso che si allarga disarmante sul suo viso spigoloso e una buona dose di umorismo e ironia. Tutto qui? No, Zlatan ha deciso di buttare anche il cuore oltre l'ostacolo, emozionando ed emozionandosi. Tra una battuta sul palco dell'Ariston, dove si diverte a essere un po' l'Adriano Celentano delle pause e dei silenzi un po' boss dell'Europa dell'Est con il suo accento secco e senza l'utilizzo di articoli, e una in conferenza stampa, Ibra ammette di non aver nulla da perdere, "perché tanto il mio mondo è un altro, nessun mi può giudicare per questo.
    Amadeus non mi mette pressione, dice solo di divertirti". E sembra che lo stia facendo: autodichiarandosi vero direttore del festival, dettando le regole di Zlatan, mettendosi al servizio delle gag di Ama e Fiore (certo, magari l'interpretazione di Io vagabondo non passerà esattamente alla storia, ma è un peccato veniale che gli sarà perdonato). A smuovere gli animi è stato invece l'incontro sul palco con l'amico Sinisa Mihajlovic. Un rapporto iniziato, non nel migliore dei modi, con una testata nel 2005, quando Sini era all'Inter e Zlatan alla Juve. L'anno dopo, insieme nella squadra nerazzurra, sono diventati grandi amici. Zlatan ha poi scambiato qualche palleggio con Donato Grande, atleta di powerchair football, il calcio in carrozzina.
    "Sei più bravo di molti miei compagni", ha scherzato.
    Non poteva mancare, nell'affresco del personaggio, anche un aneddoto degno dei miglior film action americani. Ibra bloccato per ore in autostrada, sulla strada per Sanremo, a causa di un incidente, che ferma un motociclista per andare a salvare il festival "perché Ama senza Ibra non ce la fa". Ovviamente, Ibra il guerriero non è stato sfiorato nemmeno per un attimo dalla paura di accettare un passaggio da uno sconosciuto. "Zlatan non ha paura". E poi, la missione era importante: salvare il "suo" festival. (ANSA).
   

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