Montichiari si fa mascherine e tutto paese collabora

Donne cuciono, giovani imbustano, lavanderia sterilizza

(di Gioia Giudici) (ANSA) - MILANO, 04 APR - Le sarte che lanciano l'idea, il sindaco che la raccoglie, le aziende che donano il tessuto, il macellaio che ci mette le buste, i ragazzi che fanno le consegne, le donne del paese che si mettono tutte e cucire, i dipendenti comunali in ferie che tagliano i ferretti: è la storia di un'azienda di volontariato che fino a 3 giorni fa non esisteva e che ora produrrà 6500 mascherine per gli abitanti di Montichiari.
    A raccontarla, il sindaco Marco Togni, che spiega che tutto è nato la scorsa settimana, quando "nello stesso giorno ricevo due messaggi", da una sarta e dalla titolare di un'azienda che si occupa del taglio laser di tessuti. Il sindaco le mette in contatto, loro buttano giù qualche idea e da lì parte la raccolta dei materiali, tutti donati: il Brico regala i ferretti, un'altra ditta ci mette l''elastico, la macelleria i sacchetti. E per il biglietto illustrativo? Ecco la tipografia locale, che stampa tutto quanto.
    Serve poi la cosa più importante, qualcuno che cucia le mascherine "ed ecco "30 fantastiche donne monteclarensi pronte a far ruggire la loro macchina da cucire". Un assessore fa da corriere, un altro recupera il filo mancante, ma ancora non basta: le mascherine vanno date già lavate e igienizzate e si offre di farlo una lavanderia. Rimane da imbustare il tutto, e qui si offrono i ragazzi. Nasce così - in 3 giorni e grazie al contributo di un paese intero - la mascherina 3 strati (cotone, TNT, cotone), lavabile, riutilizzabile, Made in Montichiari.
    (ANSA).
   

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