Sole 24 Ore: perquisizioni Gdf, dieci indagati

False comunicazione sociali e appropriazione indebita di 3mln

Presunte vendite "false", attraverso una società inglese, di copie digitali, oltre 100 mila in totale, con le quali si sarebbe "veicolato un messaggio largamente positivo sull'andamento economico" del Sole 24 Ore, mentre la "situazione effettiva" era caratterizzata da "gravi anomalie". E' questo il centro dell'inchiesta della Procura di Milano sui conti del gruppo editoriale che oggi, dopo mesi di accertamenti, ha avuto una svolta con l'esecuzione, da parte del Nucleo speciale di Polizia valutaria della Gdf, di decreti di perquisizione nei confronti di 10 indagati. Tra loro anche l'ex presidente del gruppo Benito Benedini, l'ex ad Donatella Treu e il direttore del quotidiano Roberto Napoletano. Agli ex vertici e a Napoletano viene contestato dai pm Fabio De Pasquale e Gaetano Ruta il reato di false comunicazioni sociali, perché avrebbero rappresentato "fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica" e, in particolare, sui "ricavi" connessi alla vendita delle copie digitali, ma anche di una parte "significativa di copie" cartacee (alcune migliaia, ma sul punto sono ancora in corso approfondimenti) finita "dritta al macero". "Sono certo di poter dimostrare in tutte le sedi la piena linearità dei miei comportamenti che è quella di una vita", ha spiegato Napoletano che ha anche espresso "piena, totale e assoluta fiducia nella magistratura inquirente". Nel frattempo, in una nota "i nuovi vertici del Gruppo 24 Ore, impegnati come noto nell'azione di risanamento e di rilancio della società, ribadiscono la propria volontà a fornire agli organi inquirenti la massima collaborazione per l'accertamento dei fatti, confermando che agiranno con determinazione a tutela degli interessi della società".

L'assemblea dei giornalisti del Sole 24 Ore, intanto, ha reagito proclamando uno "sciopero ad oltranza finché il direttore Roberto Napoletano non lascerà la guida del giornale". Anche l'agenzia giornalistica del gruppo, Radiocor, ha proclamato uno sciopero per lunedì mentre Radio 24 ha deciso lo sciopero delle firme e dato al Cdr un pacchetto di 5 giorni di astensione. Appropriazione indebita, invece, è l'accusa mossa agli altri indagati, tra cui figurano Stefano Quintarelli, deputato dei Civici-Innovatori ed ex direttore dell'area digitale del quotidiano, il fratello e imprenditore Giovanni Paolo Quintarelli, l'ex direttore finanziario del gruppo Massimo Arioli, l'ex direttore dell'area vendite Alberto Biella, il commercialista Stefano Poretti, e Filippo Beltramini, direttore di una controllata di Di Source Limited, la società inglese che si occupava degli abbonamenti digitali. Stando all'ipotesi dei pm, Di Source, che in pratica acquistava copie digitali dal Sole 24 Ore per poi rivenderle agli utenti su incarico dello stesso gruppo, avrebbe esercitato in realtà un'attività soltanto 'virtuale' e avrebbe avuto alla fine un saldo positivo, tra entrate (incassi anche per marketing) e uscite di tre milioni di euro, tra il 2013 e il 2015. Cifra uscita dalle casse del 'Sole' (in questo filone è parte offesa) e che gli ex manager Quintarelli, Arioli e Biella, ritenuti "soci occulti" di Di Source, si sarebbero spartiti assieme agli altri anche con un giro di fatture e società estere.

Nella tranche sulle presunte false comunicazioni sociali - filone nel quale, come scrivono i pm nel decreto, Napoletano avrebbe avuto un "ruolo preponderante" - il focus è sul presunto dato 'gonfiato' comunicato nel marzo 2016 (relativo al bilancio 2015) di oltre 100 mila copie digitali 'multiple' dichiarate come vendute ma che sarebbero risultate "fantasma". Un dato che avrebbe avuto impatto anche sul mercato degli inserzionisti pubblicitari. Stando agli atti, gli inquirenti avrebbero avuto riscontri sulle presunte vendite "tanto enfatizzate" ma fittizie anche da alcuni testimoni sentiti, i quali hanno messo a verbale che le copie digitali in realtà "non venivano acquistate".

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