'Ndrangheta, 'Satana' Larosa si arrende a Milano

Da arrestati spari, incendi e croci per minacciare le vittime

di Stefano Rottigni (ANSA) - MILANO, 19 NOV - Salvatore Larosa, detto Satana, tra i 40 presunti 'ndranghetisti colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare nell'operazione Insubria del Ros dei carabinieri, in cui per le prima volta è stato filmato un 'giuramento' mafioso, di Milano è ora in carcere. Satana, 36 anni, che si trovava in Svizzera, si è presentato con un avvocato per costituirsi. E' ritenuto personaggio rilevante, con un alto grado 'ndranghetista, nell'ambito dell'inchiesta che ha delineato un quadro "inquietante, costituito da un imponente numero di fatti intimidatori, (500 dal 2008 fino al blitz di ieri) tutti caratterizzati dall' omertà delle vittime che sempre hanno dichiarato di non avere sospetti su nessuno e di non aver mai ricevuto pressioni o minacce di alcun tipo".

I tre 'Locali' attivi in Lombardia, Cermenate, Fino Mornasco e Calolziocorte, tra Como e Lecco, ricorreva a metodi spicci e brutali per convincere le vittime di quella che la Dda milanese definisce "l'estorsione-protezione" che innesta poi su un precedente incarico di recupero crediti affidato al mafioso dall'imprenditore". Un meccanismo che prevedeva lettere minatorie ma, se queste non risultavano convincenti, i metodi diventavano più spicci e gli affiliati si sbizzarrivano nel passare ai fatti: dalla 'classica' esplosione di colpi di fucile calibro 12 contro le vetrine di una concessionaria a Fino Mornasco, all'incendio di 13 minicar in un'azienda, me c'e' anche l'idea di sparare a un avvocato per risolvere una causa civile e il lancio di un segnale macabro: una croce di legno nei pressi del cimitero di Fino Mornasco con la fotografia di Giuseppe Napoli e accanto una bomba a mano.

E Napoli è sindaco di Fino Mornasco. Episodi, che "per frequenza (più di uno al mese), tipologia, scelta delle vittime - annotano i Ros - sembrano ricondurre ad un sistema di rapporti e di risoluzione dei conflitti tipico delle associazioni di stampo mafioso, si sono concentrati su due obiettivi sensibili: il mondo delle macchine e il mondo della politica". Proprio nella cittadina comasca si è verificata in passato, ricostruiscono gli investigatori, una situazione di "rilevante allarme sociale, come ben può intuirsi dal mero conteggio numerico dei fatti: 17 episodi di intimidazione di cui quattro danneggiamenti a seguito di esplosioni con arma da fuoco o bombe, sette danneggiamenti a seguito di incendi e sei episodi di minacce e intimidazioni, tra le quali due richieste estorsive". E dei 17 episodi di intimidazione dal settembre 2011 all'ottobre 2012 "ben otto sono stati posti in essere nei confronti di obiettivi politici": sindaco, consiglieri comunali ma anche ai danni della figlia di uno di questi.

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