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Piano territoriale regionale divide. 'E' debole', 'no è forte'

Per assessore Scajola è una opportunità. Non piace a opposizioni

   E' dal 1997 che la Liguria aspetta il Piano territoriale regionale discusso durante la seduta odierna del Consiglio regionale, uno strumento di programmazione urbanistica criticato da centrosinistra e M5S che lo definiscono "debole e inconsistente" e difeso dal centrodestra in quanto "forte e un'opportunità anche in vista del Pnrr". In una prossima seduta del Consiglio verranno presentati emendamenti e ordini del giorno.
    Le principali infrastrutture previste dal Ptr riguardano l'Aurelia Bis nel Ponente e nello spezzino, la nuova bretella autostradale Albenga-Borghetto Santo Spirito-Carcare-Pedrosa, la Gronda di Ponente, la Gronda di Levante tra Val Polcevera e Val Fontanabuona, il progetto del traforo Armo-Cantarana lungo la strada statale SS28 e il potenziamento della linea ferroviaria Pontremolese.
    "Abbiamo recepito tutte le richieste dei Comuni e vogliamo dare coraggio e forza all'entroterra, - interviene l'assessore regionale all'Urbanistica Marco Scajola - gli enti locali avranno a disposizione nuove regole urbanistiche applicabili da subito, oppure potranno modificarle entro un tempo determinato.
    Un'opportunità anche in vista del Pnrr perché grazie al Ptr potremo essere ancora più competitivi nella progettazione".
    "E' il ritorno del partito del cemento, - attacca il capogruppo Ferruccio Sansa (Lista Sansa) - l'assessore Scajola vuole costruire ancora porticcioli in Liguria, seconda Regione in Italia per numero di posti barca, in larga parte vuoti, progetti che hanno devastato l'ambiente e di grandissimo pericolo per il territorio". "Sorrido quando sento parlare di cementificazione, noi che appena insediati abbiamo permesso di costruire a 10 metri dai fiumi quando il centrosinistra aveva fatto una deroga per costruire a 3 metri", replica Scajola.
    "Il piano della Giunta Toti ha una visione miope e scollata dalla realtà della Liguria, a partire dall'entroterra, la cui rigenerazione, secondo la giunta, passa solo dall'edificazione di nuovi volumi, sia per quanto riguarda le attività agricole, sia per gli insediamenti di imprese innovative. Secondo una logica per cui: tolti i vincoli, tutto rifiorisce" critica il capogruppo del Pd-Articolo Uno Luca Garibaldi chiedendo "interventi per risolvere la mancanza di servizi come scuole, asili, ospedali e di infrastrutture che agevolino i collegamenti tra costa ed entroterra".
    "L'entroterra della nostra Regione verrà valorizzato come mai accaduto prima, attraverso l'individuazione di poli attrattivi che diventeranno dei veri e propri hub di servizi per i cittadini, mentre l'apertura di start-up innovative consentirà di combattere lo spopolamento dei paesi dell'interno, rilanciando l'economia e il lavoro", rimarca la Lista Toti Liguria.
    "Invece che considerare l'ambiente e il paesaggio e le norme che li tutelano come una risorsa, vengono presentati come un vincolo allo sviluppo - stigmatizza il consigliere regionale del M5S Paolo Ugolini -. Qual è la strategia della Giunta Toti per il futuro? Consumo di suolo e ulteriore cemento in un territorio ormai saturo".

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