Liguria

Bankitalia: in Liguria occupati -1,7%, meglio del Nord Ovest

Fabbrini, escluderei shock pesante qui da sblocco licenziamenti

(ANSA) - GENOVA, 22 GIU - Le misure di sostegno del governo durante il Covid hanno contenuto nel 2020 il calo dell'occupazione in Liguria all'1,7% rispetto ad una contrazione delle ore di lavoro del 10,3%. "Considerata la situazione, il calo degli occupati è stato limitato e perfino inferiore a quelli osservati per il Nord Ovest (-2%) e l'intera Italia - sottolinea Marina Avallone, direttore della sede genovese della Banca d'Italia presentando i dati del rapporto sull'andamento dell'economia ligure del 2020. "Ma bisogna fare distinzioni, non solo per settore - avverte -. I flussi di assunzione si sono deteriorati per quelle categorie di persone che erano già in condizioni di relativo svantaggio, cioè i giovani e le donne, che sembrano anche le categorie più scoraggiate dal tentare di trovare un nuovo lavoro". Fra i lavoratori dipendenti il calo delle assunzioni ha interessato in modo più pesante i comparti commerciale, turistico e dell'intrattenimento, i giovani e le donne. E ha picchiato sui lavoratori autonomi e i dipendenti a tempo determinato. Ma Bankitalia è cauta sulle possibile conseguenze in Liguria della fine del blocco dei licenziamenti che si avvicina. "Ritengo che le imprese industriali liguri quando ci hanno indicato le previsioni occupazionali per il 2021 avessero già in mente che nel corso dell'anno le misure di limitazione dei licenziamenti sarebbero venute meno e quindi, complici i dati che per l'industria sono andati meno peggio di quanto temevamo, penso che per l'industria genovese lo sblocco possa impattare poco" commenta Alessandro Fabbrini, capo della divisione ricerca economica della sede di Genova della Banca d'Italia. "Le costruzioni - aggiunge -, sono l'unico settore che nel 2020 ha avuto un saldo positivo fra assunzioni e cessioni in Liguria, quindi escluderei shock molto pesanti. Più difficile da prevedere il settore dei servizi che però per l'occupazione dipendente ha già pagato un prezzo molto elevato con il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato e il calo del 6,6% dei dipendenti a termine. L'auspicio è che quel calo abbia poi impedito ulteriori conseguenze anche con il venire meno del blocco dei licenziamenti". (ANSA).
   

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