La felicità? E' nell'acqua. Ecco come attivare la Blue Mind ed essere in pace

Wallace J. Nichols, come riconnettersi allo stato naturale

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La felicità? E' nell'acqua. Provate voi stessi, cercando nella mente un'immagine, un momento, in cui vi siate davvero sentiti rilassati, leggeri ma anche estremamente vivi, pronti, liberi. E senza sforzo. Quasi certamente, assicura Wallace J. Nichols, l'acqua c'è.

Arriva anche in Italia 'Blue Mind - Mente e acqua', libro del guru di un nuovo approccio alla vita che riconosce nella relazione con l'acqua non solo un'altissima proprietà detox, ma soprattutto il potere di ''trasformarci in una persona migliore, più forte e 'connessa'''. (di Daniela Giammusso)

Ricercatore associato dell'Accademia delle Scienze della California e fondatore e co-direttore di Ocean Revolution, SEE the Wild e LivBlue, Nichols vive in California con la compagna e due figlie in quella che chiamano la Slow Coast, ovvero ''50 miglia di fresco, pace e quiete''. L'esperienza della Blue Mind, che dal 2011 a oggi è già arrivata al sesto raduno annuale, nasce a partire dalle sue esperienze personali e professionali. ''Uno dei modi in cui si può descrivere una vita - spiega - è proprio paragonarla a una serie di incontri con diverse masse d'acqua: tempo trascorso dentro, sopra, sotto o vicino all'acqua, intervallato dai periodi passati a pensare dove, quando e come raggiungerla di nuovo''.

Poi negli anni sono arrivarti gli studi, le statistiche, le scoperte delle neuroscienze, la psicologia ambientale e la biologia evolutiva, le stimolazioni sensoriali delle vasche di galleggiamento (''l'esperienza più psicadelica che si possa toccare senza aver assunto droghe'') e storie di ''eroi'' quotidiani come i veterani di guerra che sul surf trovano il coraggio di tornare a vivere. Nella vita infatti, secondo Nichols, si può essere Mente Grigia, instupiditi dalla depressione; Mente Rossa, la più aggressiva, quella dell'istinto di sopravvivenza, ma anche mangiata dallo stress. O si può ''indossare'' la Blue Mind, la Mente Blu, ''il più salutare stato di calma'', antidoto puro alle altre due.

E se il blu del mare sembra aprirci subito a una positiva deriva emozionale, non c'è da stupirsi, perché proprio il mare è in grado di stimolare la produzione di dopamina, serotonina e ossitocina, ovvero gli ormoni che contribuiscono alla sensazione di felicità. Ma non solo. La vicinanza con l'acqua aumenta la calma e diminuisce l'ansia molto più efficacemente dei farmaci, migliora le proprie prestazioni, amplia la creatività accrescendo il successo personale, rafforza la connessione con il mondo della natura e migliora la salute. D'altronde, insiste Nichols, l'acqua è il nostro primo habitat nel grembo materno, compone il nostro corpo per il 75% ed è vicino all'acqua che vive l'80% della popolazione mondiale. Ma a fare la differenza con tutti gli altri metodi per raggiungere la ''chiarezza'' o esaltare le capacità della propria mente (finendo spesso per stressare il cervello) è che ''l'acqua può fare il lavoro per voi. Non c'è bisogno di meditare, perché medita per voi''. E' sufficiente sedersi in riva al mare, lungo un fiume, persino solo avere un'acquario sulla scrivania, guardare una foto o ascoltare un cd con i suoni delle onde. E la Blue Mind si attiva. ''Quante volte - scrive - vi è capitato che un'intuizione, una nuova idea o una soluzione di un problema apparissero nella vostra testa apparentemente dal nulla? È la rete di default-mode che si inserisce, permettendo al cervello di allacciare connessioni tra elementi diversi per creare qualcosa di interamente nuovo''.

E' ciò che accade dopo pochi attimi che si è seduti sulla battigia tra il rumore delle onde, l'odore dell'oceano, i gabbiani che volano. ''La maggior parte di questi piccoli cambiamenti produce solo il livello di vigilanza necessario a mantenerci curiosi e consapevoli, lasciando che la rete di default-mode ronzi quietamente sullo sfondo''. Ma basta un cambiamento improvviso, un uccello che si tuffa in acqua, a risvegliarci pronti all'azione. E' il ''flusso di creatività'' della Blue Mind: il cervello riposa, crea, pronto a reagire, ma senza stancarsi. E questo avviene perché ''c'è un'interdipendenza con il mondo naturale che va aldilà degli ecosistemi, della biodiversità o dei benefici economici: i nostri neuroni e l'acqua hanno reciprocamente bisogno che l'altro viva''.

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