Digitali ok ma soprattutto flessibili, stacanovisti e imprenditori, ecco i Millennials

Ricerca Censis a Expo. Hanno aperto 300 imprese al giorno nel secondo semestre 2015. Trainano la sharing economy e al precariato si stanno adattando

  • Alvarez iStock. ricerca Censis Millennials
  • ArtMarie iStock. ricerca Censis Millennials
  • FilippoBacci iStock. ricerca Censis Millennials

(di Alessandra Magliaro)  Flessibili, con tanta voglia di lavorare a tutti i costi e anche senza i diritti sindacali acquisiti con le lotte dei padri, generosi con il crowfounding, solidali, green oriented, perennemente connessi, ottimisti verso il futuro e soprattutto imprenditori.
    E' lo stile di vita dei Millennials italiani, i 'giovani' tra i 18 e i 34 anni, secondo la fotografia di generazione scattata dal Censis per il Padiglione Italia di Expo.

    I risultati della ricerca 'Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro' se da una parte confermano quel che era ovvio, ossia la loro digital life - (il 94% è utente di internet; l'87,3% è iscritto almeno a un social network; l'84,7% utilizza lo smartphone sempre connesso in rete contro il 52,8% medio; il 61,4% ha acquistato almeno un prodotto o un servizio sul web) - dall'altro riservano più di una sorpresa, spazzando via una volta per tutte quel famigerato 'choosy', bamboccioni, con cui sono stati a torto raccontati.

    Innanzitutto emerge la loro voglia di impresa: quasi 32.000 nuove imprese nate nel secondo trimestre del 2015 fanno capo a un under 35, cioè sono nate più di 300 imprese al giorno guidate da giovani, con una crescita del 3,6% rispetto al trimestre precedente a fronte del +0,6% riferito al sistema d’impresa complessivo. Un terzo delle imprese avviate nel trimestre è stato fondato da un giovane. E ai giovani si deve più della metà (il 54%) del saldo tra imprese nate e cessate nel periodo. Lo stock complessivo di imprese di giovani è oggi pari a 594.000, cioè costituiscono il 9,8% del tessuto imprenditoriale del Paese. La voglia di impresa è trasversale ai territori, inclusi i più critici, perché anche nel Mezzogiorno il 40,6% delle imprese nate nel trimestre è riconducibile a un giovane, con un tasso di crescita del 3,5% rispetto al trimestre precedente.

  La flessibilità inoltre sembra un dato acquisito: un milione di Millennials, emerge dalla ricerca, ha cambiato almeno due lavori nel corso dell'anno. Anche con tutti gli effetti negativi del caso: sono 2,3 milioni i Millennials (i giovani di 18-34 anni) che svolgono un lavoro di livello più basso rispetto alla propria qualifica (sono il 46,7% di quelli che lavorano, rispetto al 21,3% dei Baby Boomers di 35-64 anni). Un milione di Millennials ha cambiato almeno due lavori nel corso dell’anno, 1,2 milioni dichiarano di aver lavorato in nero negli ultimi dodici mesi, 1,8 milioni hanno svolto lavoretti pur di guadagnare qualcosa, 1,7 milioni nell’ultimo anno hanno lavorato con contratti di durata inferiore a un mese, 4,4 milioni hanno fatto stage non retribuiti.
    E poi sono gran lavoratori: Più di 3,8 milioni di Millennials lavorano oltre l’orario formale (il 17,1% in più rispetto ai Baby Boomers). Di questi, 1,1 milioni lo hanno fatto senza ricevere il pagamento degli straordinari (il 4% in più rispetto alla fascia di 35-64 anni) e 1,7 milioni con una copertura economica solo saltuaria. A 1,1 milioni di Millennials capita di lavorare anche di notte, a quasi 3 milioni durante il weekend. Ancora: 1,8 milioni lavorano a distanza, da casa o comunque lontano dal posto di lavoro, 1,9 milioni sono pendolari e 2,5 milioni viaggiano spesso per lavoro in città diverse da quella in cui risiedono. Lavorano stando connessi, in modalità remota, con una dilatazione di tempi e luoghi di lavoro.

  Sono i veri protagonisti della sharing economy: quasi 500.000 giovani contribuiscono a iniziative di crowdfunding. Il 31,7% acquista prodotti usati, il 21,9% si sposta regolarmente in bicicletta e l'8,4% (il 4,1% dei 35-64enni) utilizza il car sharing e il bike sharing. Inoltre, il 2,5% dei Millennials pratica il couchsurfing, cioè lo scambio di ospitalità che consiste nel mettere a disposizione un posto letto nella propria abitazione pubblicando l’annuncio su una piattaforma web e recandosi nelle abitazioni altrui con la stessa modalità.
    Rispetto alla sfera dei valori sono ''policentrici'': il 73,4% dei giovani di 18-34 anni (contro il 45,8% riferito alla popolazione complessiva) è favorevole al matrimonio tra le persone omosessuali, il 59,6% è d'accordo anche con l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso. L'81,8% è favorevole al divorzio breve e il 77,5% è d'accordo con il testamento biologico. Il 66% (contro il 53,4% riferito alla popolazione totale) è favorevole all'accoglienza dei rifugiati provenienti da zone colpite da guerre o calamità naturali.
    Sarà infine anche per l'età ma per i Millennials, il meglio deve ancora venire: lo pensa il 42,1% contro un dato medio del 20,9%., nonostante per  quasi il 60% la propria vita attuale sia già soddisfacente.
   

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