Disagio mentale, i disegni cult del Laboratorio Zanzara

A Torino un progetto d'integrazione diventa patrimonio. Sono loro oggetti e manifesti del Torino Jazz Festival

  • Segni e disegni: l'alfabeto inconfondibile del Laboratorio Zanzara
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  • Segni e disegni: l'alfabeto inconfondibile del Laboratorio Zanzara
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(di Alessandra Magliaro) (ANSA) - C'è una bella storia dietro i segni e i disegni degli artigiani della Zanzara che quest'anno, come lo scorso, hanno realizzato i manifesti e i gadget del Torino Jazz Festival (25 aprile-1 maggio). Il Laboratorio Zanzara nasce nel 1998 a Torino, come progetto d’integrazione per persone con disagio mentale. Le motivazioni che animano il laboratorio si basano su due principi elementari: creare un ambiente che rispetti i tempi creativi e lavorativi dei soggetti che vi partecipano e riconoscere le persone patrimonio attivo in ogni realizzazione. 

La creatività diventa la base dell'azione lavorativa e l'agire attraverso il lavoro si trasforma in elemento essenziale per un ritrovato diritto di cittadinanza. Con il coinvolgimento di professionisti del settore della comunicazione visiva, del design e dell’arte, i prodotti realizzati dai ragazzi e dalle ragazze, rappresentano l'esempio tangibile di un'esperienza allargata e condivisa da tutti i partecipanti, in un percorso incentrato sul riconoscimento reciproco. Sono 18 ragazzi 'invisibili' che, sempre più spesso, risaltano.

Gli ‘artigiani’ della Zanzara hanno iniziato a frequentare il mondo della comunicazione visiva 15 anni fa in un cammino che si è concretizzato, via via, in partnership con la Reale Mutua, collaborazioni con la Compagnia di San Paolo, campagne per il ventennale di Torino Incontra, interventi al Salone del Libro 2010, calendari, un punto vendita che è, ormai, un cult per chi ama oggetti di design dall`alfabeto inconfondibile. Gli educatori della cooperativa definiscono la campagna di comunicazione del TJF il vero debutto in società, con un`importante visibilità internazionale.
L’assessore alla Cultura Truismo e Promozione della Città, Maurizio Braccialarghe, confessa di essere rimasto «stregato» dai loro ‘segni’ e disegni: “Di fronte agli oggetti esposti alla Zanzara ho provato una vera empatia emozionale e artistica”. È andata così, è stata incaricata la cooperativa, con un affidamento diretto, per gestire la comunicazione visiva dell`evento “ Ci siamo comportati con loro come con qualsiasi altro fornitore in grado di garantire grafica e realizzazioni di valore.”. Il coinvolgimento della Zanzara è diventato l’occasione è di dimostrare come una realtà sociale può essere parte attiva della vita culturale della città, dove la diversità è patrimonio comune e restituisce ricchezza in termini d’integrazione sociale e culturale.

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