Chomsky: plutocrazia, ciò che accade alle persone comuni vale zero

Democrazie europee al collasso, sotto scacco di banchieri. In Italia esce 'I padroni dell'umanità'

  • Noam Chomsky, democrazia in Italia scomparsa con Monti
  • Noam Chomsky
  • Il linguista Noam Chomsky
  • Noam Chomsky, democrazia in Italia scomparsa con Monti
  • Noam Chomsky, democrazia in Italia scomparsa con Monti

 (di Mauretta Capuano).

   (ANSA) - Noam Chomsky, il maggior linguista vivente, l'autore del capolavoro Il linguaggio e la mente, a 86 anni ha mantenuto una lucidità di pensiero che non lascia spazio a dubbi e illusioni. "Le nostre societa' stanno andando verso la plutocrazia" dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze all'Auditorium Parco della Musica di Roma e del quale è appena uscita la raccolta di testi inediti nel nostro paese su oltre 40 anni di lotte e pensiero 'I padroni dell'umanita'' (Ponte alle Grazie).

Fa impressione sapere che 85 persone nel mondo hanno la ricchezza posseduta da 3,5 miliardi di individui come ricorda il linguista citando il recente studio della Oxfam, l'ong umanitaria britannica. E "questo era l'obiettivo del neoliberismo" di cui Chomsky parla come di "un grande attacco alle popolazioni mondiali, il più grande da 40 anni a questa parte".

   Poi cita "Mario Draghi che ha detto che il contratto sociale è morto. Ciò che conta oggi è la quantità di ricchezza riversata nelle tasche dei banchieri per arricchirli. Quello che capita alla gente normale ha valore zero. Questo è accaduto anche negli Stati Uniti ma non in modo così spettacolare come in Europa". "Il 70% della popolazione non ha nessun modo - spiega Chomsky - di incidere sulle politiche adottate dalle amministrazioni". E da chi è composto questo 70%? "Da quelli che occupano posizioni inferiori sulla scala del reddito. Quell'1% che sta nella parte superiore ottiene a livello politico ciò che desidera. Questa è la plutocrazia".

  Per il linguista di Filadelfia, che vive vicino a Boston, in Italia "la democrazia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori" e questo vale in generale per "le democrazie europee che sono al collasso totale indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere perche' sono decise da banchieri e dirigenti. Una rotta che porta alla distruzione delle democrazie e le conseguenze sono le dittature". Da sempre punto di riferimento per la sinistra internazionale, Chomsky - che nei saggi politici dal 1970-2013 raccolti nel libro vede sempre negli Stati Uniti i principali responsabili dello sfruttamento politico e delle guerre, dal Vietnam alla Serbia e all'Iraq - invita anche a riflettere sulla manipolazione dell'opinione pubblica. "I new media hanno portato ad una maggior vivacita' di opinioni rispetto ai media ortodossi" ma un loro effetto negativo è "la tendenza a sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta perchè quasi automaticamente le persone sono attratte verso quei nuovi media che fanno eco alle loro stesse vedute. Se uno si informa solo sui blog le prospettive saranno molto piu' ristrette". Inoltre, la proliferazione di informazioni ha avuto, secondo il linguista, come "contraltare la riduzione del livello dei reportage".

   Tra i pensatori piu' autorevoli del nostro tempo, Chomsky non risparmia critiche agli intellettuali che, spiega, "hanno tutte le responsabilita' degli altri esseri umani: cercare di incentivare il bene comune e del resto del mondo". La sfida del futuro e' "non limitarci a osservare il corso degli eventi" e per farlo, conclude, "bisogna eliminare la struttura di quelle istituzioni che perseguono il 'tutto per noi stessi, niente per gli altri', non colpire il singolo perchè verrà semplicemente buttato fuori dal sistema".

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