Testamento Solidale, per italiani non è più un tabù

Ricerca Doxa, gli anziani sono i più informati. Dare un senso più profondo alla vita nel lascito a chi ha bisogno

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Niente più scaramanzie attorno al tema del testamento solidale, ma ancora 6 italiani su 10 non ne hanno mai sentito parlare e solo 1 su 10 afferma di conoscerlo bene. Una conquista, se si pensa che nel 2013 per 8 italiani su 10 il testamento solidale era addirittura un tabù e una realtà ancora sconosciuta per 7 milioni di persone. È quanto emerge dall'ultima indagine realizzata da Doxa per il Comitato Testamento Solidale cui fanno parte 19 organizzazioni no profit.
    A gran sorpresa, a saperne di più non sono gli anziani. Non solo, oltre agli adulti tra i 45-54 anni (il 28% ne ha sentito parlare) e tra i 65 e i 74 anni (il 26% lo conosce) - età in cui spesso ci si trova a fare i conti con la perdita dei genitori e si riflette di più sulla propria vita e sul proprio futuro - con un livello di istruzione elevata, ci sono anche i ragazzi tra i 15 e i 17 anni (66%). Mentre i meno informati su questa forma di solidarietà sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (l'85% di loro non lo conosce affatto) che, nonostante si dichiarino curiosi di saperne di più, sono proiettati sul "qui e ora".
    Dall'indagine emerge anche come quasi 6 italiani su 10 (57%) ritengano l'eventuale scelta di fare un lascito solidale assolutamente libera e non temano le reazioni dei propri cari. A sorpresa, invece, si scopre che a nutrire qualche riserbo e timore in più di deludere figli e nipoti sono proprio i più anziani (65-74 anni, 35%), senza distinzione di ceto.
    Non solo gli italiani cominciano sempre più a pensare ad un lascito, ma questo mette tutti d'accordo. Infatti, 8 su 10 dichiarano che vorrebbero "dare un po' di gioia e felicità a chi ne ha più bisogno". In particolare, 1 su 2 vorrebbe realizzare un ospedale o più in generale servizi legati alla salute, all'assistenza sanitaria e alla ricerca; il 40% vorrebbe contribuire a sostenere una casa famiglia o progetti per i bambini in difficoltà; il 35% una scuola o programmi di istruzione ed educazione; il 33% destinerebbe volentieri i suoi averi per la costruzione di un centro anziani o per il sostegno di servizi di assistenza per la terza età, il 19% pensa alla creazione di un centro culturale, ricreativo e sportivo.
    Infine, un italiano su 3 dichiara che un lascito dà un senso più profondo a una vita frenetica in cui c'è poco tempo per gli altri (33%, che balza quasi al 50% tra i 15-24enni), lascia una traccia di sé anche dopo la morte (31%, con picchi del 42% fra 18-24 anni e 35-44 anni) ed è un doveroso segno di riconoscenza per quanto si è ricevuto dalla vita (30%, che sale al 40% fra i 65-74 anni). he il lascito solidale sia comunque un gesto da ammirare lo pensa quasi 1 italiano su 2 (46%). L'altra metà o dice di non avere le idee chiare su una scelta così delicata e personale e solo in piccolissima minoranza (9%) non lo condivide. A provare ammirazione sono in numero maggiore le donne (50%) rispetto agli uomini (43%). 
   

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