Anna Wintour ricorda Franca Sozzani, "ora siamo una famiglia"

Direttrice Vogue, 'Franca, sei solo in un'altra stanza'

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(di Alessandra Baldini) "Franca, sei solo in un'altra stanza". L'algida direttrice di Vogue Anna Wintour ha soffocato le lacrime nel rendere omaggio all'amica Franca Sozzani con un commosso discorso in cui ha citato i versi del teologo di Oxford Henry Scott Holland, "La morte non è niente", prima di consegnare il premio alla carriera del Council of Fashion Designers of America a Francesco Carrozzini, figlio della direttrice di Vogue Italia scomparsa a dicembre e suo futuro genero (è fidanzato con la figlia Bee).

"E' un momento dolce e amaro allo stesso tempo: onorare Franca Sozzani nella stessa serata in cui riconosciamo la leadership di tre donne la cui visione ha dato forma alla Marcia delle Donne - Gloria Steinem, Cecile Richards di Planned Parenthood e l'attrice Janelle Monáe - perché nulla avrebbe dato a Franca più gioia che trovarsi stasera in loro compagnia per questa causa", ha detto la Wintour ricordando l'impegno sociale e il talento dell'amica e collega, entrata nella sua vita "rapidamente" quando sono state entrambe assunte dai rispettivi magazine nella stessa settimana. "Siamo diventate amiche lentamente, in parte perché eravamo entrambe spiriti indipendenti. A dire il vero, ero veramente intimidita da quella gloriosa massa di capelli", ha ricordato la Wintour: "Che lei e io siamo diventate letteralmente famiglia è stata l'ultima svolta del destino di cui sarò grata per sempre".

Donald Trump è stato il convitato di pietra nella serata dei premi, consegnati alla Hammerstein Ballroom di New York: non soltanto perché implicitamente evocato nella menzione della Marcia che il 21 gennaio ha turbato il primo giorno del nuovo presidente alla Casa Bianca, ma anche perché premi più importanti dell'equivalente Usa della Camera della Moda sono andati a stilisti stranieri, come a sottolineare importanza della libera circolazione di talenti e dell'assenza di muri a stimolo della creatività. Il belga Raf Simons di Calvin Klein ha vinto sia nella categoria donna che in quella uomo, mentre Stuart Vevers, britannico del marchio Coach, ha strappato l'onore per gli accessori. Nati all'estero anche anche Fernando Garcia e Laura Kim di Monse che hanno vinto per i talenti emergenti (ora sono al timone di Oscar de la Renta). A Demna Gvasalia, georgiano, l'International Award per il lavoro con Vetements e Balenciaga. Il CFDA si è unito di recente al gruppo no profit creato da Mark Zuckerberg Fwd.us che sostiene la riforma dell'immigrazione ma non nel senso del giro di vite voluto da Trump. La dimostrazione sul palco: per essere competitiva sul piano internazionale, l'industria, anche quella della moda, ha bisogno di talenti globali.

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