Fedez, ''La Cabello? un legno. Morgan? Lì dentro è il più vero''

Rapper, giudice a X Factor, ostenta i suoi tatuaggi - cristo sul pube incluso - sulla cover di Rolling Stone. 'Vendo i miei tweet' rivela

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(ANSA) - Che il controverso, popolarissimo rapper Fedez fosse la rivelazione dell'edizione 2014 di X Factor, si era capito sin dalla prima puntata del talent di Sky Uno.  Fotografato da Rocco Toscani, per la cover di Rolling Stone di ottobre con esibizione di corpo tatuato - anche sul pube dove ha un cristo -, Fedez che ha pure scritto Il marcio su Roma, l'inno per la 'festa' Cinque Stelle al Circo Massimo nel prossimo weekend, offre un ritratto inedito del back stage della trasmissione del giovedì sera e rivela come fa i soldi.

E' appena uscito il suo quarto disco, il primo con la sua neonata etichetta Newtopia (fondata con J-Ax): un concept album politico intitolato 'Pop-Hoolista', pop e hooligan insieme.

Ecco quel che ha detto a Rolling Stone, anticipato all'ANSA. 

Morgan? “È molto tenero, molto ingenuo, tutti hanno la visione di lui come intellettuale burbero. Vive un dramma. C’è un peso grosso su Morgan come artista, che quando era sulla cresta dell’onda è stato relegato a mero opinionista per colpa di un’intervista. Per tutti, ormai, Morgan è il giudice di X Factor. È una cosa che non si merita”.  Tra Fedez e Morgan le cose non sono cominciate bene ''Quando sono arrivato a X Factor ero il bambino extracomunitario nella scuola di Pontida. Ero il diverso. Durante le audizioni stava chiedendo i documenti a un concorrente perché non credeva alla sua età e io ho fatto una battuta: «È la prima volta che vedo Morgan chiedere i documenti a qualcuno e non il contrario». Lui si è incazzato tantissimo e ha cominciato a insultarmi. Hanno dovuto fermare le registrazioni”. La vicenda è a lieto fine ''Mi ha scritto una lettera per scusarsi. Mi ha fatto maturare di cinque anni in tre ore, perché sono sempre stato uno che si incazza e molla tutto. E mi sono reso conto che lui è il più vero, là dentro”.

E Victoria Viki Cabello? ''Lo dico quando finisce il programma. Ma è come... hai presente ’sto legno?''.

Ecco come Fedez si definisce:  “Non ho mai fatto il maschio alfa del rap, mi sono messo il tutù in un video, sono il rapper più amato dai gay. Nell’hip hop la mia credibilità è non essere credibile. Nel momento in cui inizierò a diventarlo, fermatemi”.

E poi la notizia che non ti aspetti: il business online. ''I soldi li fai con gli sponsor. Vendo tweet, vendo le mie pagine, vendo foto, video“. Spiega meglio. “Vuoi una foto su Instagram, un tweet? Io dico un mio prezzario e il cliente sceglie”. A quanto vendi un tweet? “Dipende dall’azienda che ci contatta. Anche a 10mila euro, se quell’azienda ha il budget. Dipende da quanto sei bravo a vendergliela tu”. Quanti soldi hai messo in questa società? “Dovrei chiedere a mia mamma”.

Fedez provoca: “L’hip hop è un libero mercato dove tu ti confronti con tutti e ognuno è libero di esporre le sue idee. È una competizione sana, molto bella, come quella che ho con Emis Killa: siamo cresciuti insieme, rosichiamo l’uno del successo dell’altro e ce lo diciamo. L’artista nasce e muore incoerente, fatevene una ragione. I rapper sono come i politici, si fanno corrompere e cambiano idea ogni cinque minuti. Il rap è un genere costringente, perché si è voluto così: l’underground non ti odia quando ti vendi, ma quando ti iniziano a comprare”. 

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