Chanel, sfilata-show nel supermarket

Tutto brandizzato dall'acqua al patè di fois, Lagerfeld supera se stesso

  • Chanel - Runway - Paris Fashion Week Ready to Wear F/W 2014/15
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(di Roberta Filippini)    (ANSA) - PARIGI - "Siete pregati di affrettarvi alle casse. Stiamo per chiudere" dice la voce dall'altoparlante. Siamo nel supermarket parigino di Chanel, e sta finendo una sfilata divertente,  80 modelle in scena. Karl Lagerfeld ha superato se stesso, ormai l'idea di una scenografia che ci faccia rimanere di stucco è una sua vera ossessione, stagione dopo stagione. Stavolta siamo in uno shopping center, ma non di quelli dove si va a comprare la moda: nei 34 scomparti dell'ipermercato ci sono solo cibarie e articolo casalinghi. Tutto perfettamente ricostruito sotto le grandi cupole del Grand Palais, l'unico luogo che permetta di allestire scene così maestose come le vuole il direttore artistico di Chanel.

Frutta e formaggi, lo scomparto dell'acqua chiamata Chanel N.0, i biscotti con le due C incrociate, le confezioni di ovatta "cocoton Chanel", il paté de fois magro che è un ossimoro, i guanti di gomma per le pulizie, neri e con la camelia, il liquore con il nome di Boy Capel, il grande amore della vita di Gabrielle Chanel. Tutte le sue manie, i suoi vezzi e le sue passioni, sono tradotte scherzosamente in qualcosa, un prodotto, una confezione di latta o cartone. Tutto è talmente curioso e accattivante che si è perfino distratti, troppo distolti dalla passerella che si snoda nei corridoi tra gli scaffali. Le modelle poi restano in scena, guidano i carrelli e li riempiono, si fermano con i cestini della spesa, scelgono e chiacchierano tra loro, una ha comperato una scopa Chanel un'altra il sapone da bagno.

Stella Tennant, eterna top della griffe, ha una scintillante tuta da ginnastica, le sneakers luccicanti e un elegante cappottino a trapezio in tweed di lana a quadri neri bianchi grigi: fa dondolare un cestello chanelloso decorato di lustrini e catene e sembra una signora uscita di corsa da casa buttandosi addosso il primo cappotto che ha trovato nell'armadio. Tutte le altre come lei, in scarpe ginniche che diventano perfino stivali, in tute attillate tipo leggings che sbucano sotto i tailleur bon ton e sotto tutti gli abiti con la vita segnata come un bustino steccato, proprio il colmo per Coco Chanel che liberò le donne dalla schiavitù del corsetto.

Tanto grigio melange, ma anche rosa, corallo e fucsia e fodere a fantasie geometriche per i soprabiti colorati, tocchi laminati e glitterati. Alla fine tutti gli ospiti di corsa a svaligiare gli scaffali per portare via un ricordo, anche solo una scatoletta di acciughe o una confezione di spaghettini (sottili naturalmente), con l'amara sorpresa di dover abbandonare il piccolo tesoro al controllo in uscita: ma nessuna perquisizione potrebbe mai fermare la frenesia del feticcio modaiolo, questo la maison lo avrà messo in conto.

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