Ermenegildo Zegna, la relatività dell'universo maschile

Pilati e l'astrofisica, eleganza e scienza

  • Milan Fashion Week: Ermenegildo Zegna
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Tutto è relativo nell'universo dell'eleganza maschile. Stefano Pilati sceglie la strada della scienza per parlarci, dopo anni di moda uomo legata a arte e musica moderna, del nuovo e insieme antico, ma sempre relativo modo di vestire maschile.

Stavolta la sfilata ha come sfondo l'universo primordiale, suoni magici delle stelle, quei suoni che la scienziata milanese Fiorella Terenzi (docente di astronomia in Florida) ha trasformato in musica dell'infinito. Pilati ha affidato agli astrofisici il compito di tracciare una traiettoria che dallo spazio lontano puntasse diritta sul padiglione della ex vecchia fiera milanese (ora City Life Palace), riallestito in occasione della passerella di Zegna. E così il pubblico ha provato l'emozione di venir catapultato dalle lontananze siderali a piazza VI febbraio.

Zoom sulla collezione dunque: formale e sportivo si fondono, naturale e tecnico si uniscono, come è nella tradizione degli imprenditori Zegna (che spaziano dalla ricerca nel tessile alle centrali idroelettriche). Il caban di nylon è imbottito di ovatta di cachemire, le lane si mescolano al kevlar mentre la vicuna più preziosa è tagliata sulla silhouette di cappotti sciancrati da portare anch'essi con scarpe robuste e artigianali. Il tessuto double accoppia scozzesi e uniti per soprabiti dai volumi importanti, con martingale vere o solo segnate, cappucci ampi di pelo. Nuances di asfalti e di neri, quadri grigi e blu per caban ampi che sono quasi cappe, ma anche blouson corti da indossare sui completi formali. L'abito è spezzato in tre elementi (con gilet) e il dettaglio nuovo (dei cappotti soprattutto) va colto nei revers che sdoppiando il tessuto si trasformano in una morbida sciarpa da avvolgere con scioltezza intorno al collo.

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