Scarpe, piacere e dolore. Al Victoria & Albert di Londra una mostra le celebra

Dal sandalo d'oro egiziano alla creazione di Zaha Hadid con tacco 16 invisibile

  • Shoes: PLeasure and Pain, una mostra al V&A di Londra
  • Caroline Groves (b.1959) Parakeet shoes Leather, silk satin, solid silver talons and heel tips, and feathers England, 2014. Photography by Dan Lowe
  • Pairs of shoes for bound feet Embroidered silk and cotton over wood China, late 1800s : FE.89, 96, 87, 93, 97, 92, 90:1+2 2002. Victoria and Albert Museum, London
  • Wedding toe-knob paduka Silver and gold over wood India, 1800s Victoria and Albert Museum, London
  • Close Chopines, photographed in the Medieval and Renaissance Galleries at the V&A, London, 2014, Punched kid leather over carved pine, Venice, Italy, c.1600 Victoria and Albert Museum, London
  • Shoes: PLeasure and Pain, una mostra al V&A di Londra
  • Close Roger Vivier (190798) for Christian Dior (190557) Evening shoes Beaded silk and leather France, 195860 1974. Image Victoria and Albert Museum, London
  • Chopines, about 1600, Victoria and Albert Museum, London
  • Coxton Shoe Co. Ltd (active in early 20th century), Mens shoes Gilded and marbled leather Northamptonshire, England, c.1925 V&A: 1996 Victoria and Albert Museum, London
  • Close Pale-blue shoes, photographed on the mantelpiece in The Norfolk House Music Room, the British Galleries at the VA, London, 2014 Silk satin with silver lace and braid England, 1750s  (diamond and sapphire buckles. Victoria and Albert Museum, London
  • Shoes: PLeasure and Pain, al V&A di Londra (13 giugno 2015 - 31 gennaio 2016)
  • Shoes: PLeasure and Pain, al V&A di Londra (13 giugno 2015 - 31 gennaio 2016)
  • Atalanta Weller (b.1978) Scotty boots Leather and polyurethane Designed in England, made in Portugal, . Image Victoria and Albert Museum, London
  • Shoes: PLeasure and Pain, una mostra al V&A di Londra
  • Shoes: PLeasure and Pain, una mostra al V&A di Londra

(di Emanuele Riccardi)

   (ANSA) - LONDRA -“E' un piacere portarle, ma e' anche un piacere toglierle”. La mostra, intitolata Shoes: Pleasure and Pain, scarpe: piacere e dolore, al Victoria & Albert Museum di Londra e’ un percorso storico-tematico, lungo 2mila anni e che tocca tutte le regioni del mondo, dedicato alla scarpa, soprattutto femminile, oggetto di seduzione ma anche di potere oltreché status sociale.

La regina Vittoria, Marylin Monroe, Sarah Jessica Parker e Lady Gaga, sono alcune tra le protagoniste. Manolo Blahnik, Christian Louboutin, Jimmy Choo e Prada i creatori che rendono i sogni possibili. Come ha spiegato la curatrice della mostra, aperta dal 13 giugno fino al 31 gennaio 2016, Helen Personn, “le scarpe sono uno degli aspetti più rivelatori della moda. Belle, vere e proprie sculture, sono potenti indicatori del genere, dello status, dell’identità, del gusto e pure delle preferenze sessuali. Scegliamo le scarpe per proiettare l’immagine che desideriamo”.

La mostra, con 200 paia di scarpe, dal sandalo decorato in foglia d'oro originario dell'antico Egitto al più elaborato modello di design contemporaneo, si divide in due grandi sezioni. Al piano terra c’e’ un boudoir intimo, dall’illuminazione discreta, con una serie di vetrine tematiche che mescolano creazioni contemporanee a calzature storiche, come l’incredibile scarpetta indiana con diamanti, smeraldi e rubini. Si parte dal mito di Cenerentola con le sue declinazioni in tutto il mondo, per poi spostarsi a temi più impegnativi, come potere, ricchezza e seduzione. Dove più della comodità conta l’immagine o anche il movimento del corpo, che non e’ più libero ma imposto dalla forma della calzatura.

Un’icona tra tante: le ‘platform’ blu che Vivienne Westwood creo’ per Naomi Campbell nel 1993. La seconda sezione, sotto le cupole del prestigioso museo, e’ totalmente diversa, ed e’ dedicata al processo di creazione e di distribuzione delle scarpe: dalla complessità di una costruzione di Manolo, alle inevitabili imitazioni dei grandi creatori, che già erano numerose nel Settecento. Spicca una creazione dell’archistar Zaha Hadid, Nova, con un tacco virtuale e quindi invisibile di ben 16 cm, oltre a una collezione di sneaker Adidas e un paio di scarpe della collezione di Imelda Marcos, che ne possedeva migliaia.

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