Lusso vale 318 miliardi, sempre più accessibile

Studio Ey, rallenta l'alto di gamma, Italia sul podio per M&A

  • Britain Michael Kors Jimmy Choo

 Il lusso continua ad essere un mercato importante nel mondo ma il futuro è trainato da beni meno costosi, con il casual che prende spazio negli armadi dei consumatori top di gamma e il digitale che diventa sempre più influente. Secondo lo studio annuale di Ey, 'The luxury and cosmetics financial factbook', nel 2016 il mercato dei prodotti di lusso ha raggiunto i 318 miliardi di euro a livello globale e si prevede una crescita del 3,6% medio annuo nel periodo 2016-2020. L'alto di gamma però si ferma ad un incremento del 3,4% nel quadriennio mentre avanza il segmento premium ed entry-to-luxury, ovvero la fascia medio alta, che ha raggiunto il valore di 100 miliardi ed è atteso un +6% al 2020.

"Il lusso, che negli anni di crisi guidava la crescita, sta rallentando", spiega Federico Bonelli, partner Ey, che parla di una "rivoluzione dei consumi". Oggi i consumatori diversificano i portafogli tra beni di lusso e premium, sono sempre più connessi e c'è un forte interesse della finanza per i nuovi brand emergenti dell'entry-to-luxury. I consumatori cinesi restano poi i protagonisti delle strade del lusso e si apprestano a diventare la terza "nazione" più grande, valendo più di 100 miliardi di euro a livello mondiale.

Stati Uniti ed Europa occidentale rimangono le due potenze più importanti (rispettivamente con 131 miliardi e 109 miliardi), mentre, il Made in Italy si conferma un'eccellenza capace di attrarre investimenti. L'Italia è la seconda nazione, dopo gli Usa e prima della Francia, per numero di operazioni M&A (merger and acquisition, fusioni e acquisizioni). In particolare, cresce l'interesse dei private equity nel settore e l'attenzione per le piccole e medie imprese. E' notizia di oggi l'investimento di 30 milioni di sterline ottenuto da Victoria Beckham, la casa di moda dell'ex Spice Girl, dal fondo di private equity Neo Investment Partners.
    Un investimento - secondo il Financial Times - che valuta la casa di moda 100 milioni di sterline. 

Diminuisce il numero di transazioni medie in negozio per l’ecommerce ma non solo. Altre motivazioni importanti: l’aumento degli affitti e il raddoppio dei prezzi degli oggetti di lusso nel giro di 10 anni . Ad essere in calo anche il numero di acquisti una volta che si sceglie un brand del lusso: una volta si entrava in boutique si comprava una borsa, un foulard, un portafoglio, ora si sceglie un solo articolo.
Cambia il comportamento del millennial che per il 75% non è più attento al look formale in ogni occasione, motivo per cui sono molto diminuite le transazioni nel negozio di lusso.

E i brand che avranno più opportunità di crescere? Alcuni nomi: Michael Kors, Furla, Tory Burch, Golden Goose, Pinko, Calvin Klein, Paul &Shark e i negozi di calzature perché questo rappresenta senza dubbio uno degli articoli che hanno suscitato l’interesse anche della finanza nelle ultime operazioni, come Jymmi Choo per esempio.
   

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