Diabolik, perchè è ancora un cult il re del terrore

Tavole originali e memorabilia al Museo del Fumetto a Milano dal 18/6 al 18/9

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Novembre 1962: il primo numero di Diabolik, intitolato Il re del Terrore, esce nelle edicole italiane. E il fumetto italiano, ancora considerato perlopiù un mezzo di comunicazione adatto a un pubblico di bambini, non sarà più lo stesso. Già la copertina è qualcosa di diverso: una donna urlante sovrastata da due occhi minacciosi che occupano buona parte dell'immagine. In alto campeggia un logo, ideato da Remo Berselli, che non è mai mutato perché già perfetto, e un sottotitolo "Il fumetto del brivido". E' la prima puntata di una storia avvincente, un vero e proprio giallo disegnato da un misterioso disegnatore di cui conosciamo solo il cognome, Zarcone, che ha per protagonista un ladro, un assassino imprendibile in lotta con le forze dell'ordine. A lui si affiancheranno poi due personaggi che entreranno nel cuore del pubblico: Eva Kant, affascinante fidanzata e complice di Diabolik, e l'ispettore Ginko, irriducibile detective sempre all'inseguimento dell'imprendibile criminale. Anche il formato è qualcosa di nuovo: solo due o tre vignette a pagina, abbastanza grandi per ospitare campi lunghi (necessari al fumetto d'azione) ma utilizzabili anche per dialoghi ricchi e articolati.

Dopo Dylan Dog e Tex Willer, dal 18 giugno al 18 settembre, sarà la volta del re del terrore. Prosegue con la rassegna dedicata a Diabolik il percorso espositivo che il Museo del Fumetto di Milano dedica ai grandi personaggi del fumetto italiano. La rassegna 'Diabolik, il passato, il presente e il futuro' racconta 54 anni di puro mito attraverso tavole originali, albi d'epoca, pubblicazioni, libri, gadget, memorabilia, ricostruzioni 3D e video.

La prima storia, Il re del terrore, viene esposta nelle sue tre versioni mostrate attraverso le tavole e gli albi originali. La prima è quella del misterioso Zarcone, artista scomparso nel nulla, cui segue nel 1964 la stessa storia ridisegnata da Gino Marchesi e nel 2001 un vero e proprio remake scritto da Alfredo Castelli e disegnato da Giuseppe Palumbo. Particolarmente prezioso il nr. 1 originale, ormai oggetto di culto, vera e propria chicca ricercata dai collezionisti di tutto il mondo

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