Natalie Portman da Oscar, così sono diventata Jackie. CLIP esclusiva

Intervista all'attrice candidata per film sulla Kennedy nei giorni di Dallas

  • Natalie Portman in una scena di Jackie di Pablo Larrain per il quale è candidata all'oscar
  • Natalie Portman
  • Natalie Portman in una scena di Jackie di Pablo Larrain per il quale è candidata all'oscar
  • Natalie Portman
  • Arrivals 23rd Screen Actors Guild Awards
  • Oscar nominees luncheon at the Beverly Hilton Hotel
  • Matt Damon,Natalie Portman

(di Alessandra Magliaro) - Essere Jacqueline Kennedy, personaggio icona della seconda meta' del Novecento su cui sono stati scritti decine di libri e girati vari film, non e' una passeggiata, neppure se ad interpretarla al cinema, per il regista cileno Pablo Larrain, e' Natalie Portman che per questo ruolo è candidata all'Oscar.

L'attrice israeliana naturalizzata statunitense, premio Oscar nel 2011 per The Black Swan, sul set dall'eta' di 13 anni (Leon), racconta: "Ero terrorizzata, diciamo che era una pazzia, ma l'idea di essere diretta da un regista speciale come Pablo che sapevo non avrebbe fatto un biopic classico mi ha convinta".

Il film, che ha avuto anche la nomination per i costumi (Madeline Fontaine) e la canzone originale (Mica Levi), uscirà nelle sale italiane per Lucky Red il 23 febbraio. Qui una clip in esclusiva ANSA

Minuta, un filo di voce, aria dolce, la Portman si trasforma in Jackie, provando a restituire tutta la complessita' della donna che il fotogramma di Dallas - omicidio del presidente JfK, 22 novembre 1963 - con il tailleur rosa Chanel insanguinato ha per sempre consegnato alla storia. "Preparando il personaggio, ascoltando i nastri con la sua voce, leggendo le conversazioni tra lei e lo storico Arthur Schlesinger che sono uscite con allegati i cd con le registrazioni audio ho capito tutta l'importanza di Jacqueline, quanto sia stata fondamentale e riconsiderata la sua 'umanita''.

 

Come personaggio pubblico era in un modo, nel privato un altro. Immaginare cosa e' stato vivere l'assassinio del marito, gestire l'immediatamente dopo mentre il giorno prima aveva come problema la scelta della carta da parati in una sala della Casa Bianca e' un viaggio incredibile: forte e vulnerabile, fragile e determinata, fredda e timida". La immaginiamo come icona di stile e lo era, "ma e' stata apripista di molto altro. Michelle Obama una sua erede? Si e' detto ma ogni presidente e' diverso e forse tra poco festeggeremo Hillary Clinton, primo presidente americano donna e mi piace pensare che un cammino per l'emancipazione sia partito con lei. I tempi cambiano, sarebbe ora e credo che anche il cinema, occupandosi di figure femminili in questo modo, stia facendo la sua parte". Nessun contatto con la famiglia Kennedy, sottolinea Natalie Portman, "ma tanto rispetto. Ho cercato di rifare la sua stessa voce e il suo stesso portamento regale ma come imitatrice non mi sono mai vista", fa notare la Portman che si e' preparata cercando piu' materiale fotografico possibile della Bouvier. Non ha mai interpretato un personaggio realmente vissuto e questo "mi spaventava e affascinava: rendere il suo dolore, la sua bellezza, il suo stile, il suo mistero e' andato altre la sua biografia". 

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