Snowden, esce film di Stone sull' hacker che ha rivelato Datagate. Clip esclusiva

Sistema di sorveglianza di massa con la scusa del terrorismo, sostiene il regista

  • Snowden si è collegato con il pubblico alla premiere del film ad  Amsterdam
  • Una scena del film di Oliver Stone, Snowden, in sala dal 24 novembre
  • Joseph Gordon-Levitt e Oliver Stone, protagonista e regista di Snowden
  • Joseph Gordon-Levitt e Shailene Woodley, protagonisti di Snowden di Oliver Stone, in sala dal 24 novembre
  • Una manifestazione pro Snowden
  • Una manifestazione pro Snowden
  • OLIVER STONE
  • Snowden si è collegato con il pubblico alla premiere del film ad  Amsterdam

Diretto dal regista tre volte premio Oscar Oliver Stone, arriva in sala con Bim dal 24 novembre Snowden, il film che è il ritratto personale e affascinante di una delle figure più controverse del XXI° secolo, l'uomo responsabile di quella che è stata definita la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani, il cosiddetto Datagate, a causa del quale l'informatico geniale hacker è esule in Russia da vari anni dove si è rifugiato nel 2013 per sfuggire al mandato di cattura degli Stati Uniti che lo accusano di spionaggio. Per Snowden a quanto sembra non arriverà da Barack Obama la concessione della grazia prima di lasciare la Casa Bianca, nonostante le richieste di numerose organizzazioni per la tutela dei diritti umani compresa Amnesty International che ha supportato la campagna Pardon Snowden.

Il film di Stone va avanti e indietro con la storia di Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt) a partire dal 2013 quando riesce a lasciare la base della National Security Agency dove lavorava per volare ad Hong Kong per incontrare i giornalisti del Guardian  Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e del New York Times Ewen MacAskill (Tom Wilkinson), e la regista Laura Poitras (Melissa Leo), allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti.

Qui una clip in esclusiva
Consulente esperto di informatica, legato da un impegno di massima segretezza, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani.
Disilluso rispetto al suo lavoro nel mondo dell'intelligence, Snowden raccoglie meticolosamente centinaia di migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto. Lasciando la donna che ama, Lindsay Mills (Shailene Woodley), Ed trova il coraggio di agire spinto dai principi in cui crede. Snowden racconta in modo inedito la storia di Edward Snowden, analizzando le motivazioni che hanno trasformato un giovane patriota ansioso di servire il suo Paese in uno storico delatore, e ponendo domande provocatorie riguardo a quali libertà saremmo risposti a rinunciare per consentire ai nostri governi di proteggerci.

Tutto il film è orientato a spiegare che quella del terrorismo sarebbe una scusa per un sistema di controllo esteso a tutti tramite web, social, telefonia, motori di ricerca: tutto filtrato, letto, decrittato. ''Siamo tutti schedati'' ha detto Stone presentando il film. ''Credo convenga stare attenti ai propri cellulari. Tutti noi conosciamo quello che sta accadendo, siamo tutti schedati, sospettati, anche per reati che oggi non ci sono, ma che potrebbero divenire tali. Bisogna usare la crittografia. Molte società complici della CIA, senza saperlo, ora forniscono non a caso dati crittografati".


    Per quanto riguarda invece la figura di Snowden vista da molti americani come quella di un traditore, Stone ha spiegato: "non credo che gli americani abbiano capito davvero quello che è successo, sono più preoccupati per il loro IPhone. Il fenomeno è più imponente di quanto si possa immaginare, non si tratta di Pokemon o di quello che compriamo su Ebay, le informazioni che ci ha fornito questo giovane hacker sono complicate e difficili da cogliere per il grande pubblico. Non c'era sorveglianza per la sicurezza, ma controllo. Lui comunque non era molto simpatico agli americani, lo considerano ancora oggi un traditore, un cattivo, lo confondono con Assange''.
    Tra Edward Snowden e Oliver Stone non mancano analogie. "Sono cresciuto come lui conservatore, ma poi sono stato prima sconcertato dalla guerra in Vietnam e poi da quello che è successo nel Centro America, in Nicaragua e San Salvador. La storia americana che a un certo punto ho iniziato a studiare ha momenti terribili. Nel caso di Snowden, essendo un patriota era totalmente d'accordo che si sorvegliassero i terroristi, ma poi capisce che si era messo in atto un sistema di sorveglianza di massa e si è ribellato".
   

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