Icone pop e scenari apocalittici, i mondi possibili di Desiderio

A Milano 'Nirvana', pittura, scultura, video dal 2007 a oggi

  • Kenosis (150x250cm) acrylic 2017
  • Collodi es un mason (150x200cm) acrylic 2017
  • Sputnik (150x200cm) oil 2012
  • Coocuyo (150 x200cm) acrylic 2015
  • WHEELS OF TIME (150x250cm) acrylic 2017
  • Hero of Heroes dettaglio (150x200cm) oil 2014

(di Gioia Giudici) In bilico tra surrealismo e realismo magico, l'arte visiva di Desiderio inserisce aspetti imprevedibili nel quotidiano: icone pop e scenari apocalittici aprono le porte del 'Nirvana', nome scelto per la mostra ospitata alla Fabbrica del Vapore di Milano.
    Il percorso curato da Chiara Canali, promosso dal Comune di Milano e organizzato dall'Associazione culturale Art Company, raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.

Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto con Cuba, dove Desiderio ha trascorso lunghi periodi dal 2008 in poi, partecipando anche alla Biennale dell'Avana. Da questi continui spostamenti è nato il film ¡Ahora si Llego!, primo road movie ambientato a Cuba, girato da Desiderio con l'artista cubano José Balboa, un viaggio documentaristico e visionario in sella a un sidecar, ispirato al percorso intrapreso dal giovane Che Guevara con il compagno Alberto Granado per l'America Latina.
    In mostra gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensionalità della tela e volume delle installazioni. "L'artista Desiderio è una 'macchina che produce mondi possibili' e la sua narrazione - spiega la curatrice - è il modus operandi per proiettare i desideri e i valori in uno spazio che ha la pretesa di essere scambiato per realtà o di identificarsi con essa. Nella sua poetica la continua commistione tra materia e tecnica, tra corpo e macchina, tra naturalità e tecnologia crea una forma di sublimità tecnologica che immerge il corpo in una situazione esperienziale nuova dove la visione è perturbata e arricchita di nuovi sensi oltre la pelle della realtà". 
   

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