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Libri, è uscito 'La mafia siamo noi'

De Riccardis spiega complicità e silenzi che aiutano cosche

07 febbraio, 14:39

- MILANO - La mafia è "il funzionario comunale che chiude un occhio e firma atti che non dovrebbe firmare", ma anche "lo studente che acquista pochi grammi di marijuana per una serata con gli amici" e tutti "noi, inconsapevoli strumenti di riciclaggio quando pranziamo nei ristoranti, balliamo nei locali, facciamo shopping nei negozi acquistati dai colletti bianchi dei clan". 'La mafia siamo noi' è il titolo 'duro' di un libro da poco pubblicato da Add Editore e scritto da Sandro De Riccardis, giornalista di cronaca giudiziaria per 'la Repubblica', che in 240 pagine racconta molte storie da cui emerge anche che "l'impegno condiviso di cittadini che credono in un progetto di riscatto è più forte della paura e dell'intimidazione". De Riccardis, che ha seguito le più importanti inchieste sulla corruzione e sulla criminalità organizzata negli ultimi anni, mostra come "ingegneri, geometri, architetti, lobbisti, medici, cancellieri di tribunali, piccoli e grandi imprenditori" siano "gli uomini più preziosi per le cosche, perché mentre i politici cambiano a ogni mandato, la rete di funzionari e burocrati della pubblica amministrazione resta sempre lì, dove una firma può valere milioni di euro". E allo stesso tempo presenta una verità difficile da digerire: "La mafia siamo noi quando non ci chiediamo 'Io che cosa posso fare?' nel luogo in cui siamo, nel tempo che viviamo, nel degrado delle nostre città, nel nostro quartiere, nel cortile del nostro condominio". Di fronte al 'cancro' delle mafie che pervade tutta Italia, da nord a sud, ciò che necessario è anche guardarsi allo specchio per prendere coscienza che "la mafia siamo noi che non capiamo che il crimine non è una categoria astratta. È l'imprenditore, ad esempio, che accetta il denaro sporco e lo rimette nell'economia sana", ma anche "la signora che chiama il potente del quartiere per riavere l'auto appena rubata"

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