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Minori in beni confiscati raccolgono soldi per terremotati

Mirabelli (Pd), sono determinati, studiano e lavorano

31 agosto, 18:05

(ANSA) - ROMA, 31 AGO - Grazie alla decisione dei due sindaci che hanno messo a disposizione due beni confiscati alle mafie, a Trezzano e Buccinasco, in Lombardia, sono recentemente sorte due strutture che ospitano ragazzi minori, gestite dall'associazione Villa Amantea. Due case utilizzate dalle famiglie ndranghetiste come base per i loro traffici, dunque, ospitano giovani che sono arrivati dall'Africa e sono senza famiglia. Due famiglie una senegalese e una italiana vivono con loro.

"Sono andato a trovarli e ho trovato ragazzi con tanta voglia di studiare, lavorare, costruirsi un futuro. Preoccupati per "le carte", che soffrono l'incertezza e i tempi lunghi delle commissioni per il riconoscimento del diritto di asilo", racconta il capogruppo Pd in Commissione Antimafia, il senatore Franco Mirabelli. "Il tempo trascorso con loro - spiega - mi ha aiutato a capire la loro determinazione, studiano, imparano, vogliono decidere del proprio futuro. Mi ha aiutato ad apprezzare il coraggio e l'amore di chi ha scelto con gratuità di rinunciare a molto per vivere con loro, di chi si commuove quando viene chiamato "mamma" e "papà". Qui la stupidità di chi di fronte ai problemi dell'accoglienza non riesce a dire altro se non "portateveli a casa vostra", appare assurda guardando quei 12 ragazzi che parlano due o tre lingue, non possono tornare indietro e vivono grazie all'affetto che dimostrano le famiglie che hanno scelto di vivere nella stessa casa con loro".

"Hanno seguito le vicende del terremoto e hanno capito che qualcuno ha cercato e cerca di mettere i loro bisogni in concorrenza con quelli di chi ha perso tutto. Non capiscono come si possa pensare che sia colpa loro se le vittime del terremoto ora vivono nelle tende. Ma avendo vissuto storie drammatiche sanno che è la solidarietà di tanti che oggi gli regala una speranza, e provano, come possono, a ricambiare. Al centro del tavolo - conclude Mirabelli - c'è un barattolo in cui hanno deciso di mettere ognuno un euro della loro diaria per aiutare i terremotati. Certo non riusciranno a raccogliere grandi cifre, ma sicuramente questo gesto è una lezione per chi pensa che non ci possa essere una convivenza solidale, anzi preferisce di fronte ai problemi di chi soffre scaricarli su altri che soffrono anziché risolverli". (ANSA).

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