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Massoneria:Bindi,necessaria legge su appartenenza dipendenti

"Non demonizziamo nessuno, massonerie sono in storia del Paese"

24 gennaio, 16:47

(ANSA) - ROMA, 24 GEN - "Riteniamo ci sia bisogno di una legge" che regoli l'appartenenza di dipendenti pubblici alla massoneria, e come Commissione "ci faremo parte attiva in questo senso". Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, nel corso dell'audizione del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia Fabio Venzi. "Poiché chi si iscrive dichiara di obbedire alle regole della propria obbedienza massonica e a quella dello stato, e chi svolge funzioni pubbliche deve svolgere una funzione a servizio di tutti i cittadini, se l'appartenenza massonica diventa prevalente ciò può essere in qualche modo deviante", ha fatto notare Bindi. "In questo senso sia il Csm, che la Cassazione e in qualche modo anche la Corte di Giustizia europea ribadiscono con forza l'incostituzionalità di appartenere ad un ordinamento interno che abbia una sorta di supremazia su quello generale dello Stato", ha spiegato Bindi. "Noi non ci muoviamo assolutamente con l'intento di demonizzare nessuno, le Massonerie hanno fatto parte della storia di questo paese, hanno legittimità di presenza e organizzazione. La nostra inchiesta si muove sui rapporti tra le mafie e le logge che inchieste giudiziarie hanno purtroppo portato alla luce", ha concluso Bindi. Per iscriversi alla Gran Loggia Regolare d'Italia - ha reso noto Venzi - bisogna spendere circa 360 euro l'anno; tra i possedimenti della Gran Loggia ci sono circa 150 mila euro di testi massonici nella biblioteca. Ci sono logge sia nel trapanese che a Castelvetrano. Tra gli iscritti, ci sono anche militari ma non parlamentari. (ANSA)

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