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Giovani Confindustria, 60mld confiscati mafia vadano a Paese

Marco Gay a Capri, no al malaffare sul malaffare

16 ottobre, 16:39

(ANSA) - CAPRI (NAPOLI), 16 OTT - Le risorse confiscate alla mafia "ammontano a circa 60 miliardi, praticamente due finanziarie, ma non sono una risorsa per il Paese, anzi sono un costo", perché i beni "non vengono reimmessi nel mercato finanziando le casse pubbliche, ma vengono gestiti a tempo indeterminato, con spese altissime e con procedure poco trasparenti". Lo afferma il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, nella relazione di apertura del 30mo convegno di Capri, dicendo no al "malaffare sul malaffare" e spingendo sul progetto già presentato da Confindustria per "velocizzare le assegnazioni e rendere redditizi i beni". Gay chiarisce che "non ci riferiamo ai beni simbolo che devono restare patrimonio pubblico e memoria futura, come la casa di Riina, ma ai beni commerciali, mobili ed immobili, che potrebbero produrre lavoro e ricchezza per la comunità e che invece vengono fatti marcire". Un patrimonio non indifferente: "quasi 17mila immobili, fra appartamenti, alberghi e terreni agricoli, che potrebbero essere immediatamente rivenduti. Quasi 800 milioni di opere d'arte, lasciate ad ammuffire in qualche cantina. Quasi 2500 aziende, di cui ormai sono rimaste attive solo in 300, con 700 addetti e 92 milioni di fatturato, perché passano mesi, anni prima che dal sequestro si passi alla confisca", prosegue sostenendo che anche il passo successivo, la gestione, "non è migliore". Eppure, "basterebbe poco per trasformare un meccanismo in cui non è chiaro chi fa il ladro e chi la guardia in una risorsa del Paese: un albo certificato di amministratori giudiziari con competenze manageriali (sono quattro anni che aspettiamo i decreti), tempi certi per reimmettere le aziende sul mercato tramite gare pubbliche, una collaborazione fattiva con le cooperative e soprattutto con chi fa impresa". Il presidente ricorda, quindi, che i Giovani imprenditori "stanno lavorando con Libera affinché i beni diventino davvero comuni".(ANSA).

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