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Presidio Cgil a Roma, "si approvi riforma beni confiscati"

Sono 40 mila, valgono 30 mld. Lumia Pd, presto in Aula al Senato

07 marzo, 17:55

(ANSA) - ROMA, 7 MAR - Presidio della Cgil nazionale, insieme ad Avviso Pubblico, Libera e Polis, oggi nei pressi del Senato a Roma per chiedere l'approvazione definitiva della legge di riforma del Codice antimafia. In piazza l'auto Mehari di Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra come simbolo di testimonianza della volontà di riscatto contro le mafie, e il fratello, Paolo Siani. "Non possiamo più aspettare: da oltre un anno si attende il via libera definitivo del Senato alle nuove norme sull'utilizzo dei beni sequestrati e confiscati, contenute nella riforma del Codice Antimafia approvata dalla Camera nel novembre 2015", dice il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra. I beni e le aziende confiscate sono circa 40mila hanno un valore di 30 miliardi di euro, risorse sottratte alla criminalità che, se riutilizzate, rappresenterebbero un importante volano per i territori e l'occupazione. Ma ad oggi oltre il 90% di questo patrimonio fallisce a causa dell'inadeguatezza della normativa che si occupa della materia.

"Il nostro viaggio continua - aggiunge il sindacalista Luciano Silvestri, responsabile Legalità della Cgil - come dice il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti non si può chiedere agli italiani di denunciare se il Parlamento non fa prima il suo dovere". "Il Senato si assuma le sue responsabilità: è ingiustificabile il blocco della riforma che nasce dal lavoro della Commissione Antimafia che è Commissione bicamerale", lamenta il deputato Pd Davide Mattiello, che alla Camera è stato relatore della riforma del Codice Antimafia. "La riforma - ricorda il deputato - nasce dal lavoro che la Commissione Antimafia ha fatto. Il testo approvato alla Camera l'11 Novembre del 2015 rispecchia quel lavoro, arricchito dalle proposte di importanti organizzazioni sociali: come è possibile giustificare che quegli stessi Senatori che hanno condiviso il lavoro in Antimafia oggi non riescano a trovare il modo per portare al voto il testo? Qualcuno ci ha ripensato? Esca allo scoperto e si assuma le proprie responsabilità non solo davanti al Parlamento ma davanti al Paese, visto che per ogni azienda sequestra che fallisce a causa della inadeguatezza del sistema, la mafia festeggia perché lo Stato viene umiliato. La situazione che si sta vivendo nel foggiano in questo periodo dovrebbe essere un ulteriore sprone a fare tutti e fino in fondo il proprio dovere".
   "La proposta di legge già approvata alla Camera sulle modifiche del codice Antimafia e che ora è ferma in commissione al Senato - spiega - deve essere portata in Aula al più presto senza stravolgere il contenuto del testo, frutto di un lungo lavoro prima in Commissione Antimafia e poi in entrambi i rami del Parlamento. E' una legge buona e necessaria che ci consentirà di avere più strumenti per lottare contro la mafia, che può migliorare in maniera significativa la gestione dei beni confiscati, che riforma l'agenzia che li gestisce e che mette un freno a una serie di storture", incalza il capogruppo Pd in Commissione Antimafia, Franco Mirabelli. 
Intanto il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia al Senato Giuseppe Lumia, assicura: l'iter riprenderà nei prossimi giorni, prima in Commissione, poi in Aula, "per arrivare velocemente a conclusione. Esistono tutte le condizioni per approvare un buon testo".

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