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Mafia: testimoni giustizia, domanì Bubbico in Antimafia

Mattiello Pd, non ridurre questione a problema costi da tagliare

17 ottobre, 11:35

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Domani in Commissione Antimafia verrà ascoltato il viceministro all'Interno Filippo Bubbico sulla questione del lavoro ai testimoni di giustizia, coloro che hanno denunciato racket, pizzo, 'ndrangheta, camorra, omicidi e che in conseguenza di ciò hanno perso l'attività lavorativa. A partire dal 2013, sia a livello regionale siciliano, sia a livello nazionale sono state approvate norme volte a riconoscere un diritto: il cittadino che in ragione delle sue denunce si è esposto ad un rischio tale da dover essere protetto dallo Stato, in un modo che gli ha apportato un grave danno da un punto di vista economico, non può essere lasciato al proprio destino e se il danno si traduce nella impossibilità di continuare a lavorare, lo Stato deve farsene carico. La Regione Siciliana ha previsto un meccanismo di assunzione diretta, con costi aggiuntivi a carico della Regione stessa, lo Stato no: la possibilità di assumere nella Pubblica amministrazione un testimone di giustizia dipende dalla disponibilità effettiva di posti, senza quindi costi aggiuntivi per la PA. "Abbiamo chiesto al viceministro Bubbico di venire a fare il punto della situazione" spiega il deputato Pd Davide Mattiello, che in Antimafia coordina il gruppo di lavoro sui testimoni di giustizia, i collaboratori e le vittime di mafia. Mattiello ricorda che la Commissione antimafia ha elaborato una proposta di legge di riforma che assicura per la prima volta un riconoscimento preciso al testimone di giustizia spesso confuso con il collaboratore: "la riforma ha il sostegno di tutti i gruppi parlamentari è ad uno stadio avanzato di lavoro in Commissione Giustizia Camera, ne sono relatore insieme all'on. Dambruoso e contiene importanti novità. Nessuno si permetta di ridurre questa delicata situazione a un problema di costi da tagliare" conclude, facendo riferimento a indiscrezioni giornalistiche secondo le quali il Governo starebbe studiando un modo affichè lo Stato spenda meno per i testimoni, favorendo, tra le altre cose, l'uscita dai programmi di protezione e un assegno a vita per chi non riesce a trovare lavoro. (ANSA).

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