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MAFIA: SEQUESTRO BENI A FIGLIO BOSS, ENTRAMBI SONO LATITANTI

Beni per 500mila euro, ritenuti riconducibili al latitante Antonino Arena, 31 anni, figlio del presunto boss Giovanni, di 54 anni, anch'egli ricercato, sono stati sequestrati dalla divisione polizia anticrimine della Questura di Catania in applicazione della legge antimafia. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale etneo.

La 'famiglia' Arena, una volta affiliata alla cosca Santapaola, è ritenuta dagli investigatori transitata nel gruppo Sciuto-Tigna alleato del clan Cappello, organizzazione criminale storicamente rivale di Cosa nostra. Antonino Arena è irreperibile dal 14 marzo del 2009 quando sfuggì a un'operazione antidroga.

Un altro ordine di cattura per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti è pendente nei suoi confronti dal 23 ottobre del 2009. Secondo l'accusa il gruppo gestisce la vendita di marijuana in due zone di Catania, riuscendo a 'piazzare' circa 50 chilogrammi al mese di droga grazie a una ramificata rete di pusher. Il padre, Giovanni Arena, è ricercato dal dicembre del 1993, perché accusato di omicidi e associazione mafiosa.

Il suo nome, lo scorso anno, è stato inserito dalla Direzione centrale della polizia criminale della Polizia di Stato, fra i 30 latitanti di massima pericolosità.