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'NDRANGHETA: SCIOLTO GRUPPO SCOUT; MAMME, CACCIATA SPERANZA

''Ora che non hanno più il loro gruppo scout cosa potranno fare i nostri ragazzi? Diventare manovalanza della mafia perché 'tanto chi e' di Rosarno è destinato comunque a diventare mafioso e se uno sbaglia devono pagare tutti gli altri?'". A scriverlo sono un centinaio di mamme di ragazzi che frequentavano il gruppo scout "Rosarno 2", "sciolto" per mafia, lamentando che ai loro figli è stata tolta la speranza.

Lo scioglimento è avvenuto dopo le dimissioni di una ventina di capi-comunità che, secondo le voci raccolte in paese, sarebbero state imposte dopo l'arresto per associazione mafiosa di uno dei capi scout, Franco Rao, nell'inchiesta 'All Inside' della Dda reggina contro la cosca Pesce.

'NDRANGHETA: SCIOLTO GRUPPO SCOUT; PARROCO SCRIVE A BAGNASCO

Ha scritto al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, per lamentare che ''ora pure i cattolici sono tacciati di mafiosità da altri cattolici". L'iniziativa è del parroco della chiesa Maria Santissima Addolorata di Rosarno, don Carmelo Ascone, che accusa l'associazione Libera di avere provocato la chiusura del gruppo scout della cittadina calabrese, dopo l'arresto per associazione mafiosa di uno dei capi del gruppo.

"Tutto un gruppo Agesci di circa 100 giovani - scrive don Ascone - è stato chiuso. E i capi sono stati obbligati (minacciati) da un sacerdote, referente di Libera, a dare le dimissioni. Il mio vescovo, mons. Bux se ne lava le mani, dicendo che non ha la lettera di dimissioni, ricordando l'autonomia degli scout. L'Agesci nazionale da me interpellata non risponde. I capi regionali tacciono. I miei capi scout piangono per l'offesa gravissima che hanno subito". "Attendo d'incontrarla a Roma - conclude don Ascone - per chiarire tutto. Cerco solo verità e giustizia nella carità".

Le donne hanno indirizzato la loro missiva all'Agesci e a don Carmelo Ascone, parroco della chiesa di Maria Santissima Addolorata, che sta sostenendo la protesta. "Siamo mamme - scrivono - e viviamo a Rosarno, terra bella e disgraziata come pochi altri posti in Calabria. Una città difficile che tutti hanno imparato a conoscere solo nella parte più negativa dopo la rivolta degli immigrati.  Avevamo fatto una scelta, mettendoci quella cura, quell'attenzione, quell'accortezza che ogni giorno sono necessarie alla crescita sana dei ragazzi: affidare i nostri figli agli scout 2. Quel gruppo a cui è stata accostata la parola più odiosa e ributtante che ci possa essere: mafia".

"Per un educatore accusato di mafia che dovrà essere giudicato - prosegue la lettera - hanno deciso che dovevano pagare tutti coloro che facevano parte del gruppo, compresi i nostri figli. Noi, però, siamo stanche di queste accuse generalizzate e non ci stiamo più a queste sentenze bugiarde: il nostro cuore di mamma sa di non avere sbagliato a fidarsi. Ce lo dicono i nostri ragazzi, cresciuti per anni in mezzo agli educatori del gruppo, ce lo dice la loro ingenuità, i loro valori, il loro entusiasmo e la loro fede cattolica che tanti anni di frequentazione nell'Agesci hanno solo rafforzato".

"Siamo contro la 'ndrangheta e contro le cosche che hanno distrutto la nostra terra - conclude la lettera - ma anche contro le ingiustizie e i soprusi di tutti coloro che, nella societa' civile come nella chiesa e nello Stato, si arrogano il diritto di decidere al posto nostro e di privarci di ogni diritto".

'NDRANGHETA: SCIOLTO GRUPPO SCOUT; RESPONSABILI, AMAREGGIATI

''Siamo amareggiati, non abbiamo alcuna voglia di parlare". A dirlo è uno dei capi scout di Rosarno che si sono dimessi dopo l'arresto di uno di loro per associazione mafiosa. Una decisione che secondo il parroco don Carmelo Ascone e le mamme dei ragazzi che frequentavano il gruppo, sarebbe stata loro imposta. "Ci siamo tutti chiusi nel silenzio, siamo tutti molto amareggiati" è l'unica cosa che aggiunge prima di salutare.

'NDRANGHETA: SCIOLTO GRUPPO SCOUT; PARROCO, BAGNASCO CHIAMERA'

"Ho ricevuto la risposta del segretario del cardinale Bagnasco, che era a Torino, e mi ha assicurato che domani mi telefonerà e cercherà di prendere a cuore la situazione dei miei giovani scout di Rosarno". Lo ha detto don Carmelo Ascone, parroco della parrocchia di Rosarno nella quale è stato sciolto il gruppo scout. Il sacerdote ha riferito che "il vescovo di Oppido-Palmi, mons. Luciano Bux, solidarizza con noi".

"Stamattina - ha detto don Ascone - ho inviato la lettera delle mamme al vescovo, il quale dopo averla letta mi ha telefonato dicendo che solidarizza con noi e che il gruppo deve essere riaperto. Il vescovo ha anche aggiunto che gli è molto piaciuta la lettera delle mamme e per questo motivo ha voluto solidarizzare con noi".

Don Ascone ha anche riferito di avere ricevuto anche le telefonate dell'arcivescovo di Reggio Calabria, mons. Mondello, presidente della Conferenza episcopale Calabra e di Crotone, mons. Graziani, i quali anche loro hanno voluto solidarizzare con i ragazzi scout di Rosarno.