Roma: da M5S a FI, De Vito lascia Raggi in minoranza

"Resto presidente Assemblea, scelto partito in cui mi riconosco"

Marcello De Vito lascia il Movimento 5 Stelle e passa a Forza Italia creando un nuovo problema alla maggioranza capitolina dopo l'addio di altri 5 consiglieri contrari alla candidatura della sindaca per il secondo mandato in Campidoglio. A pochi mesi ormai dalle prossime elezioni, l'attuale presidente dell'Assemblea Capitolina, da sempre vicino alla corrente critica nei confronti della Raggi guidata da Roberta Lombardi, prepara la sua 'vendetta' politica e, dopo aver annunciato l'addio al Movimento, decide di passare tra le fila del partito di Silvio Berlusconi. E non è escluso - come ha ammesso lui stesso - che altri delusi pentastellati possano prendere a breve la stessa strada. In questo momento, dunque, il Movimento 5 Stelle occupa appena 24 dei 49 seggi dell'Aula Giulio Cesare (compreso quello della sindaca), cinque in meno rispetto al 2016, quando la Raggi salì in Campidoglio. Una situazione che rischia comunque di complicare la campagna elettorale per il bis a Palazzo Senatorio.

L'annuncio di De Vito, che riporta Forza Italia in Assemblea dopo l'addio di Davide Bordoni (oggi alla Lega), ha lasciato perplessi non solo parte della base grillina ma anche membri dello stesso partito di Berlusconi. "Provo autentico ribrezzo per la scelta, di cui nulla sapevo fino a stanotte, e da cui mi dissocio, di imbarcare in Forza Italia un grillino dei peggiori - tuona il deputato Andrea Ruggieri -, personaggio pessimo non perché indagato ma perché candidato contro Forza Italia a suon di video in cui ci dava dei ladri e dei mafiosi". Non in poche occasioni, infatti, gli azzurri sono finiti nel mirino delle invettive politiche pentastellate. "In questi mesi ho avuto modo di conoscere Tajani, Gasparri, Barelli e tutti gli altri dirigenti romani del partito - taglia corto De Vito all'ANSA -. Ruggieri non lo conosco ma lo rispetto". Attivista della prim'ora, candidato sindaco nel 2013 e mister preferenze nel 2016, Marcello De Vito ha lasciato il Movimento lo scorso 24 maggio, denunciando le "capriole ideologiche" del M5S. Un rapporto che si era andato deteriorando con gli anni, soprattutto dopo l'inchiesta sullo stadio della Roma (che lo vede ancora imputato) che sfociò nel suo arresto, prima in carcere, poi ai domiciliari e infine in libertà su decisione della Cassazione. "La mia scelta - spiega però - prescinde dalle vicende giudiziarie. Il comportamento di M5S e dei suoi principali esponenti lo definisco inqualificabile ma non ha influito sulla mia scelta".

"Dallo scorso gennaio - racconta ancora - ho avuto modo di confrontarmi con Maurizio Gasparri su molte questioni e ne è nato un ottimo rapporto. Avrei potuto smettere di far politica o mettere a disposizione l'esperienza acquisita in questi anni nel Consiglio comunale ed in maniera naturale mi sono rivolto all'area politica che aveva sempre rappresentato le mie idee e la mia cultura prima di entrare nel M5S". Da oggi, dunque, sarà consigliere comunale di Forza Italia ma non lascerà il posto di presidente. "Credo di svolgere egregiamente il mio ruolo, nel rispetto del regolamento. Ovviamente se l'Aula chiedesse una votazione, la calendarizzerei e ne rispetterei l'esito", sottolinea De Vito che esclude poi la sua candidatura a candidato sindaco del centrodestra. "Fi ha Gasparri - conclude - e spero sia lui a correre per il Campidoglio".

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