• Aborto:altra donna denuncia,"ora azione legale collettiva"

Aborto:altra donna denuncia,"ora azione legale collettiva"

"Anche il mio nome su una croce, una tortura"

(ANSA) - ROMA, 01 OTT - Per tre volte chiese, dopo l'aborto, che fine avesse fatto il feto e per tre volte si sentì rispondere 'non sappiamo'. Ieri ha scoperto che è stato sepolto al cimitero Flaminio di Roma con una croce col suo nome. Una storia identica a quella dell'altra donna che ha squarciato il velo su questa pratica, che viola privacy e intimità..Il racconto, anche in questo caso è affidato a Facebook. La donna afferma in un altro post: "Ora serve un'enorme azione collettiva". La prima volta che ha chiesto del feto, racconta, è stata quando "la mattina dopo mi hanno frettolosamente dimesso dal reparto e mi risposero di lasciare stare. Pensai: 'Che tatto. Evitano di dirmi che l'hanno buttato tra i rifiuti speciali'". "La seconda volta chiedo alla visita di controllo.
    La dottoressa che mi aveva fatto abortire mi disse "Del feto non so nulla' -spiega ancora la donna- La terza e ultima volta quando sotto Natale, a distanza di più di tre mesi dal parto, finalmente mi è stata consegnata la tanto attesa Cartella Clinica e anche in quella occasione la risposta della signora allo Sportello Referti fu 'non so dirle del feto, mi dispiace'.
    Ora - prosegue la donna - ieri vedere il mio nome su quella brutta croce gelida di ferro in quell'immenso prato brullo è stata un'altra profondissima pugnalata, un dolore infinito e una rabbia da diventar ciechi. Avete presente quella scena di Tarantino dove lei viene sepolta viva sotto terra? Ecco, io stanotte ho sognato quella roba là - conclude - e mi sono tirata su di scatto congelata. Ora che conoscete i fatti, mi concedete di usare il termine tortura?". (ANSA).
   

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