E-commerce argina calo esportazioni italiane nel 2020

Ricerca PoliMi, export digitale +14%; fashion, food, mobili top

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 26 MAR - Nel 2020 l'e-commerce argina il crollo delle esportazioni italiane, compensando la contrazione degli scambi tradizionali (-10%). L'export digitale di beni di consumo segna infatti una crescita del 14% raggiungendo un valore di 13,5 miliardi di euro, in linea con l'andamento pre-pandemia. L'incidenza sulle esportazioni complessive di beni di consumo sale al 9% (contro il 7% del 2019) e al 3% sulle esportazioni totali (2,5% nel 2019). E' la fotografia scattata dall'Osservatorio Export Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Il fashion, nonostante un calo del 9% rispetto al 2019, si conferma il settore più importante, con un valore di 7,1 miliardi di euro (53% delle esportazioni digitali di beni di consumo). Segue il food, unico settore "favorito" dall'emergenza, con una crescita del 46% e un valore di 1,9 miliardi di euro (14% dell'export digitale). Il terzo comparto è l'arredamento che vale 1,1 miliardi (quasi l'8% delle esportazioni online). Elettronica, cosmetica, cartoleria, giochi, articoli sportivi e gli altri comparti valgono complessivamente il 25% dell'export digitale B2c, ma singolarmente hanno un peso marginale. "L'emergenza sanitaria ha dato una forte spinta alle esportazioni online - spiega la ricerca - ma ci sono ancora ampi margini di crescita in ambito e-commerce per le imprese italiane". Il 56% delle imprese usa i canali digitali per vendere prodotti all'estero - soprattutto in Germania (34,7%), Francia (26,8%), Regno Unito (26%), Usa (25,4%), Spagna (18%) e Cina (11,4%) - e il 62% di queste lo fa in più di un mercato, ma quasi il 75% esporta online prodotti per meno del 20% del proprio fatturato. (ANSA).
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