Roma: riapre sito archeologico Esquilino

La Cripta di San Vito custodisce testimonianze dal VI secolo

Riapre a Roma, nel quartiere dell'Esquilino, il sito archeologico adiacente alla Cripta di San Vito. A partire dal 15 giugno si potrà accedere nei sotterranei di San Vito, la chiesa tra Santa Maria Maggiore e Piazza Vittorio, menzionata nella vita di Papa Leone III (795-816) come "in Macello", dal vicino MacellumLiviae. Sarà così possibile visitare, oltre alla Cripta, quanto emerso da una campagna di scavo avviata quasi 50 anni fa e ripresa nel 1979: antiche porzioni di mura del VI secolo a.C. fondate sulla Valle dell'Esquilino, nei pressi della prima Porta Esquilina, resti di basolato, opere idrauliche connesse all'acquedotto AnioVetus. E ancora si accederà ai resti architettonici del primo ambiente del IV secolo d.C. e alle testimonianze delle sepolture cristiane disposte ai margini della strada romana e della fase medievale della prima chiesa.

La stessa area nella quale si innesta l'attuale parrocchia offre, peraltro, la vista a una porzione delle cosiddette Mura Serviane, in blocchi di tufo di Grotta Oscura, incastonate in un edificio lungo Via Carlo Alberto e, orientato esattamente come queste, all'Arco di Gallieno, ricostruito in epoca giulio-claudia su quella che doveva essere la stessa Porta Esquilina.

L'appuntamento cade nella giornata dedicata dal calendario cattolico a San Vito. Alle 18,30 il vescovo ausiliare del settore Roma Centro, mons. Gianrico Ruzza, presiederà una Solenne celebrazione eucaristica in onore del Patrono e titolare della chiesa e al termine del rito, intorno alle 19,30, si svelerà il tesoro, nuovamente accessibile e visitabile. "Una testimonianza storica importante - commenta il parroco Pasquale Magagnini - che può contribuire a rendere ancora più appetibile il nostro quartiere".

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