Fisica: Nobel Kosterlitz a Sissa, ho percorso strade inedite

Webinar anche con studenti Ictp su dinamica bidimensionale

(ANSA) - TRIESTE, 14 OTT - Una "random walk", un cammino irregolare, che ha portato a sorprendenti dimostrazioni teoriche e infine a un Premio Nobel, anche se 'distratto' dalla passione per l'alpinismo. E' quanto ha raccontato oggi il fisico britannico John Michael Kosterlitz, Nobel 2016 assieme a David Thouless e Duncan Haldane, in un seminario online peer gli studenti della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) e del Centro di fisica teorica (Ictp) di Trieste. In poco meno di un'ora e mezzo tra lezione e dibattito con gli studenti, Kosterlitz ha ripercorso il suo "cammino irregolare" che lo vide nella Scozia degli anni '50 e '60 studente svogliato, ma attratto dalla Fisica, poi a Cambridge, Oxford, a Torino - dove si dedicò con successo all'alpinismo in Val d'Orco - e Birmingham finendo alla Brown University. Infine l'incontro negli anni '70 a Berkeley con Thouless, "il più intelligente di tutti" la cui mente "viaggiava su altri livelli".
    Da quei colloqui nacquero le teorie secondo cui i materiali possono essere compresi in termini di principi matematici di "topologia", una forma moderna di geometria che studia diversi tipi di spazi, in particolare superfici o strati di materiale talmente sottili che possono essere considerati bidimensionali, con caratteristiche diverse da quelle classiche tridimensionali con cui abbiamo a che fare ogni giorno.
    Una "teoria universale e potente", come l'ha definita Stefano Ruffo, direttore della Sissa, che ha ricadute e sviluppi fino ai giorni nostri, nella fisica quantistica. "Credo - è il commento di Ruffo - che Kosterlitz insegni a occuparsi delle cose divertendosi; l'interesse, la curiosità e il divertimento sono aspetti fondamentali dell'attività di ricerca. Non si passano nottate di ricerca se non c'è interesse. E un'altra cosa è essere indipendenti, creativi, autonomi, occuparsi di cose di cui non si occupa nessuno. Questa è la bellezza della scienza e della ricerca. Ai giovani va dato il messaggio che anche in condizioni difficili e poco finanziate, comunque sono in grado dare contributi importanti. Con questo non voglio dire che non si debba pagare la ricerca, il sostegno ci vuole, ma nello stesso tempo è vero che i contributi più importanti vengono anche da ricerche mosse dalla pura curiosità umana", ha concluso. (ANSA).
   

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