Regeni: Serracchiani, non si vince terrorismo senza diritti

'Per verità serve dialogo, non fossati con Egitto'

(ANSA) - TRIESTE, 10 LUG - "Le nostre parole e le nostre azioni sono guidate dalla volontà di ottenere verità per Giulio Regeni attraverso il dialogo, non di scavare un fossato tra noi e l'Egitto: confido che questo atteggiamento sia compreso a fondo e fatto proprio anche dal Parlamento egiziano". Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando la richiesta del presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, Ali Abdel Al, il quale ha chiesto ai responsabili delle commissioni parlamentari per i Diritti umani, per gli Affari esteri, per la Difesa e la sicurezza nazionale di tenere delle "riunioni urgenti" allo scopo di "rivedere" le relazioni con l'Italia, dopo la decisione del Parlamento italiano di bloccare la fornitura di ricambi per gli F16 quale forma di pressione sul caso Regioni.
    "La saggezza e lo spirito di giustizia dovrebbero sempre guidare‎Governi e rappresentanti del popolo, ma queste qualità sono ancora più ‎indispensabili quando si è di fronte a un caso tragico e sconcertante come la morte di Giulio Regeni", ha continuato Serracchiani, per la quale "il brutale assassinio di Regeni si inserisce in uno scenario particolarmente delicato per la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente e, oltre che un colpo alla giustizia, sarebbe‎ una vittoria delle forze disgregatrici e oltranziste se il risultato ultimo fosse nessuna verità e relazioni deteriorate tra i due Paesi".
    Per questo, ha concluso Serracchiani, "con il pensiero rivolto allo strazio dei genitori di Giulio come a quello delle famiglie di Rossi e Tondat, chiediamo uno sforzo all'Egitto.
    Perché la lotta al terrorismo non si vince mettendo da parte i diritti".
   

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