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Raspadori, un azzurro sulle orme di Rossi e Schillaci

Suo modello è Aguero. L'agente: 'Ragiona da attaccante maturo'

Redazione ANSA FIRENZE

''Mi ispiro al Kun Aguero, lui è il mio modello di riferimento in tutto''. Faccia da bravo ragazzo, niente tatuaggi né grilli per la testa, Giacomo Raspadori non ha mai nascosto di sognare in grande visto l'esempio a cui si ispira , il campione argentino che ha fatto la storia del Manchester City ed è appena approdato al Barcellona.
    Il talento del Sassuolo è il volto nuovo della Nazionale di Roberto Mancini che si sta preparando per l'avventura europea, è stato preferito al più esperto Politano che pure è stato fra i migliori del Napoli ed era stato richiamato dopo l'esclusione di Kean. Il ct azzurro però è rimasto stregato dalle qualità di Raspadori, così ha voluto inserirlo nel gruppo dei 26 dell'Europeo come alternativa in attacco a Belotti e Immobile, nonostante il ragazzo sulle orme di Paolo Rossi e Totò Schillaci debba ancora esordire con la Nazionale dei grandi.
    Più trequartista che attaccante, 21 compiuti lo scorso 18 febbraio, paragonato a Bruno Giordano, gli sono bastate una manciata di partite e 6 gol, fra cui alla Roma, alla Juve e la doppietta al Milan, per catturare l'attenzione (è nel mirino di molte big, dall'Inter al Napoli), e dimostrare di essere già pronto: chiedere a De Zerbi che nel corso della stagione gli ha dato pure la fascia di capitano. Raspadori non ha avuto neppure il tempo di metabolizzare la delusione per l'eliminazione con l'Under 21 dai quarti dell'Europeo di categoria, in piena notte ha raggiunto Coverciano e oggi si è messo in posa insieme agli altri azzurri per la foto ufficiale di Euro 2020 con la maglia numero 22. Di strada ne ha fatta da quando 10 anni fa Jack, così lo chiamano gli amici, saliva sul pulmino da Castel Maggiore nel bolognese, dove vive la famiglia, per andare a Sassuolo ad allenarsi. Era una promessa del Progresso, società dilettantistica della zona, aveva fatto anche alcuni provini con il Bologna ma aveva scelto il Sassuolo perché nello stesso club si allenava anche il fratello Enrico. Da allora ha fatto tutta la trafila nelle giovanili fino all'esordio in A nel 2019-20 (11 presenze e 2 gol), come pure in azzurro giocando e segnando anche se ha cominciato da centrocampista. ''Può diventare il centravanti della Nazionale, ho cercato di fargli capire che è più il semplice ragazzino aggregato alla prima squadra'' disse ancora De Zerbi. ''Faccio fatica a rendermi conto di quanto sta succedendo'' ripete spesso Rapadori in questi giorni pazzeschi.
    Il suo procuratore, Fausto Pari, ex sampdoriano come Roberto Mancini, ha detto a Radio Punto Nuovo: ''Per Giacomo questa chiamata è la coronazione di un percorso, è stata una sorpresa.
    Possiede doti che non tutti hanno, ma la sua forza è la testa, ragiona da attaccante maturo, è un ragazzino vecchio, non ha neanche un tatuaggio''.
    Forse un giorno, chissà, potrebbe farselo, intanto Jack si tiene ben stretto il suo posto al sole. E anche se sogna di diventare come Aguero potrebbe rivelarsi il nuovo Schillaci.
   

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