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Europei: via ingressi all'Olimpico, turchi e azzurri insieme

Volontari Uefa gridano ai tifosi, 'Bentornati al calcio'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 11 GIU - Sono iniziati i primi ingressi del pubblico allo stadio Olimpico in vista della gara d'esordio di Euro 2020 tra Italia-Turchia. Nei pressi dell'impianto, è sfida tra tifosi all'insegna del fairplay e a colpi di inni nazionali e cori. Si rivedono anche fumogeni e bandiere, per quello che sancisce un bellissimo ritorno alla normalità dopo un anno e mezzo di pandemia. Il tutto in rigoroso rispetto dell'ordine pubblico, con le forze dell'ordine che hanno blindato le zone attigue allo stadio deviando il traffico e creando una zona franca esclusivamente dedicata ai pedoni.
    Supporters azzurri e turchi sono mescolati in prossimità dell'obelisco del Foro Italico a due passi da Palazzo H, sede del Coni: "Bentornati al calcio! Finalmente", gridano col megafono i volontari della Uefa delegati a dare indicazioni ai tifosi.
    "Vinciamo 2-0 e segnano Insigne e Immobile", si dice convinto un supporter azzurro, mescolato con altre centinaia di maglie italiane in attesa dell'apertura dei cancelli. "Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò. Sì", si sente scandito forte l'inno di Mameli che parte random a ogni brindisi. C'è voglia di libertà e divertimento, la stessa che vivono anche le migliaia di tifosi turchi giunti da ogni parte d'Italie e d'Europa: "Veniamo dalla Svizzera - confidano all'ANSA alcuni supporters delle Mezzelune - siamo arrivati ieri, ci hanno chiesto il passaporto e basta.
    Chi vince stasera? La Turchia ha una buona squadra, ma l'Italia è davvero forte. Speriamo di fare una buona partita". Stessi timori, tra i tifosi italiani: "E' tosta", dice un tifoso di Napoli tra i tanti seduti a bere in uno dei bar in prossimità dell'Olimpico. "Mi ci gioco casa che vinciamo, spero che Calhanoglu giochi come con noi", gli risponde un tifoso del Milan. Poi parte il coro che accomuna tutti da generazione a generazione: "Notti magiche". Questa la prima, con la speranza che per l'Italia siano sempre di più. (ANSA).
   

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