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Lukaku spinge il Belgio, la Russia ko in un tempo

L'interista firma una doppietta, dedica affettuosa a Eriksen

Redazione ANSA ROMA

Romelu Lukaku trascina il Belgio nel vittorioso esordio a San Pietroburgo contro la Russia. L'Europeo comincia nel modo migliore per i 'Diavoli rossi' guidati da Roberto Martinez che ci teneva intascare subito i tre punti, per poi eventualmente gestire la situazione a proprio favore. Il 3-0 finale è la logica conseguenza dei valori espressi dal campo, in particolare da un divario tecnico mai in discussione. Basta un tempo ai belgi per mettere le cose in chiaro e rendere ancora più effimere le ambizioni dei padroni di casa, privi di fantasia e piuttosto noiosi nell'elaborazione della manovra, con i soliti lanci lunghi sul colosso Dzyuba. La sfida alla vigilia poteva apparire perfino stuzzicante e, fino al momento del gol, non è nemmeno stata avara di emozioni. Il Belgio, a differenza di quanto avvenne nel 2016 in Francia (sconfitta contro l'ItalConte nell'esordio), vuole partite col piede giusto. E ci riesce, malgrado le assenze importanti di Witsel ed Eden Hazard, stella del Real Madrid

. I giocatori del Belgio ed il direttore di gara della sfida con la Russia, lo spagnolo Antonio Mateu Lahoz ed i suoi assistenti si sono inginocchiati prima del fischio d'inizio della partita contro il razzismo, gesto che non è stato apprezzato dal pubblico di San Pietroburgo che ha fischiato. In piedi la Russia che non ha aderito al movimento Black Lives Matter 

E dire che la Russia era partita discretamente, presto però ha dovuto fare i conti con i giocatori schierati da Roberto Martinez che, dopo soli 10', si sono portati in vantaggio con Romelu Lukaku (61/o centro in Nazionale). Il gol è tutto di matrice 'italiana': il 'napoletano' Mertens crossa dalla destra, l'interista - che sembra in fuorigioco e forse lo è - insacca. Una deviazione sciagurata del difensore Semenov, però, mette in gioco Lukaku, che esulta a favore di telecamere e regala un eloquente, sentito e affettuoso 'I love you' allo sfortunato compagno intersta Eriksen. Fernandes prova a suonare la carica per i russi, ma Courtois fa buona guardia. I padroni di casa sono inconsistenti, i belgi sfiorano prima il raddoppio e al 34' lo trovano grazie al nuovo entrato Meunier, complice un'indecisione del portiere Shunin, che sbaglia l'uscita. La Russia chiude il tempo in avanti, ma la sua evanescenza è palpabile. Senza i gol o gli assist di Dzyuba, non si capisce chi possa impensierire Courtois. Nella ripresa la Russia prova a dare ritmo, mai però riesce a creare i presupposti per il gol e il Belgio può controllare senza particolari patemi. Partita senza ammoniti (nel calcio del terzo millennio, e ai tempi del Covid, sembra assurdo), e un unico pericolo per i belgi: una deviazione di Boyata che, per poco, non inganna Courtois. Nel finale Lukaku cala il tris, di destro, che non è il suo piede, e manda i Diavoli rossi in Paradiso.

 

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