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Repubblica Ceca

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(*) vinto come Cecoslovacchia
Repubblica Ceca (foto: Ansa)

Repubblica Ceca

Una forza ceca per sfidare i colossi del girone

La pacifica scissione dalla Slovacchia, avvenuta nel 1993, ha permesso alla Repubblica Ceca di ritagliarsi uno spazio nella storia del calcio, ma anche di trovare una dimensione, come del resto conferma il secondo posto ottenuto agli Europei 1996, in Inghilterra. I cechi hanno cresciuto un gran numero di talenti che militano in alcune delle più prestigiose formazioni europee, tenendo alto il nome della terra d'origine. Il Gruppo A di qualificazione a Euro 2016 ha ribaltato ogni pronostico, qualificando per la prima volta l'Islanda, ma confermando i cechi fra le 'elette' del Vecchio continente.
Pavel Vrba è riuscito nell'impresa di regalare alla Repubblica Ceca la partecipazione - con due giornate d'anticipo - alla fase finale di una Europeo per la sesta volta consecutiva. Una specie di record. Certo, sono lontani i tempi delle prodezze di Ivo Viktor, che ipnotizzò i 'panzer' tedeschi nei rigori della finale 1976, disputata a Belgrado, tuttavia l'attuale Nazionale è una squadra molto ben assortita e poco importa se sarà chiamata a misurarsi con colossi come Croazia, Spagna e Turchia, nel cammino verso gli ottavi di finale.
La Repubblica Ceca, a scanso di equivoci, non è una Cenerentola che rischia di rimanere schiacciata, ma una formazione che sa farsi rispettare e che può creare problemi a ogni avversario. Nell'organico a disposizione di Vrba non spiccano, come avveniva in passato, grosse individualità: gente come Rosicky dell'Arsenal o Lafata, attaccante dello Sparta Praga e avversario della Lazio in Europa league, sono fra gli elementi più rappresentativi. Per non dimenticare il portiere PetrCech, pure lui in forza all'Arsenal e con un pesantissimo bagaglio di esperienza; senza dimenticare Plasil del Bordeaux, che completa un organico la cui compattezza può rappresentare l'arma (letale per gli avversari) in più.
Il ct predilige il modulo 4-2-3-1, con il gigante (190 centimetri) TomasNedic del Bursaspor unica punta, davanti a Dockal, Rosicky e Krejci, quest'ultimo centrocampista avanzato dello Sparta Praga, classe 1992, di cui si dice un gran bene. I mediani dovrebbero essere Pavelka, attualmente in forza ai turchi del Kasimpasa, e Darida, punta di diamante dell'Hertha Berlino, posizionati davanti alla difesa schierata con Kaderabek a destra, Kadlec e Sivok centrali, Limbersky a sinistra. In porta il gigante Cech.
Lafata è l'arma in più di questa squadra: l'attaccante dello Sparta Praga segna a raffica ed entrando nel corso della partita magari può davvero rappresentare il valore aggiunto di una squadra forte e robusta, essenziale e cinica. A volte pure spietata. Soprattutto compatta, anche se magari priva di quel pizzico di fantasia in più. Sarà un brutto cliente, la Repubblica Ceca, soprattutto se verrà affrontata con sufficienza da chi immagina di potersi imporre senza grandi sforzi. Un errore da evitare. (FAN)

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