Da Bruxelles 24 iniziative perché la 'fast-fashion' passi di moda

Nel 2023 nuove regole per produttori, dovranno contribuire a riciclo e smaltimento

Redazione ANSA

“La moda veloce è già fuori moda” (fast fashion is out of fashion). E’ il messaggio della Commissione europea, messo nero su bianco in una Comunicazione con indicazioni strategiche per rendere l’industria tessile europea più sostenibile e circolare. Tra le raccomandazioni della Comunicazione spiccano quelle all’industria della fast-fashion, la parte del comparto che "negli ultimi due decenni ha costruito i modelli di business capitalizzando sull'introduzione sul mercato di un numero crescente di linee di moda e micro collezioni a un ritmo sempre crescente".

La Commissione invita a ridurre il numero di collezioni per anno, promuovere collezioni di seconda mano, creare servizi di ritiro e riparazione. La nuova strategia Ue è fatta di ventiquattro iniziative tra revisioni legislative, campagne di comunicazione e sensibilizzazione e linee guida, che punteggeranno i prossimi due anni. Alcune sono già partite. Come la consultazione per creare insieme all’industria un percorso di "transizione per l'ecosistema tessile" definendo passi concreti per affermare i principi dell'economia circolare nel settore. C’è tempo fino al 15 maggio per partecipare.

Per quanto riguarda la legislazione, si va molto oltre le attuali regole Ue, che già prevedono la raccolta differenziata dei rifiuti obbligatoria per tessuti e indumenti a partire dal 2025. Tra le norme attese ci sono livelli minimi obbligatori di utilizzo di fibre riciclate, divieto di distruzione dei prodotti invenduti, il passaporto digitale con informazioni obbligatorie sulla circolarità e altri aspetti ambientali chiave, misure come il prelavaggio negli impianti di produzione industriale per ridurre il rilascio involontario di microplastiche dai tessuti.

In arrivo anche nuove norme Ue armonizzate sulla responsabilità estesa del produttore per i tessili e incentivi economici per rendere i prodotti più sostenibili. Le due disposizioni, che implicano un contributo dei produttori al recupero, riciclo e smaltimento dei rifiuti tessili, troveranno posto nella revisione della Direttiva quadro sui rifiuti nel 2023.

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