Patto Ue-Usa sul Gnl, leader rinviano interventi sul mercato

Parola alla Commissione su tetti al gas e “disaccoppiamento” con bolletta elettrica

Redazione ANSA

Forniture supplementari di Gnl dagli Usa, via libera agli acquisti comuni di gas (su base volontaria), riconoscimento della “eccezione iberica”, discussione rinviata a maggio per un eventuale tetto al prezzo del gas e un meccanismo per separare prezzo del gas e dell’elettricità. La due giorni di vertice dei capi di Stato e di governo europei restituisce l’immagine di una Ue che, sebbene ancora divisa sui passi concreti, continua a cercare soluzioni comuni ai problemi di sicurezza energetica non più rinviabili dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Non c’è stata la rottura tra “mercatisti” e “interventisti” sui prezzi, che avrebbe portato a stralciare la parte sull’energia.

 

L'accordo Usa-Ue
Il patto con gli Usa guarda alle esigenze nell'immediato ma pone anche le basi per una cooperazione più stretta sulla sicurezza energetica tra le due sponde dell'Atlantico. Per aiutare l’Ue a ridurre la dipendenza dal gas russo, gli Usa si impegnano a inviare 15 miliardi di metri cubi di Gnl quest’anno, per aumentare fino a 50 miliardi entro il 2030. Oggi l’Ue importa 16 miliardi di metri cubi di Gnl dalla Russia. L’export Usa mira a sostituirlo quasi integralmente nel giro di pochi mesi (da aprile a fine ottobre). Una task force con Commissione europea e rappresentanti Usa si occuperà dell’attuazione.

Da parte Ue c’è l’impegno ad aggregare la domanda dei paesi membri per realizzare contratti a lungo termine e assicurare alla controparte acquisti stabili nel tempo. Ulteriore fattore di stabilizzazione dei prezzi, le parti si impegnano a considerare non solo le quotazioni sul Ttf europeo, ma anche l’Henry Hub Natural Gas Spot Prices americano, che ha prezzi al momento meno volatili e più bassi del Ttf. Gli Usa si impegnano a consentire permessi più facili per nuove estrazioni in caso di necessità.

Sul lungo termine l’accordo prevede investimenti per ridurre le emissioni di metano, e la domanda di gas ed energia in generale. La task force dovrà elaborare un piano transatlantico su efficienza, rinnovabili, idrogeno verde e formazione della forza lavoro per la transizione energetica. Gli Stati Uniti e la Commissione europea si impegnano anche a negoziare e ad attuare un accordo globale sul commercio di acciaio e alluminio che incentivi la decarbonizzazione industriale e riduca la domanda di energia.

 

Le conclusioni del vertice
Nelle conclusioni del vertice, i leader Ue avallano le proposte della Commissione europea su obblighi di stoccaggio e acquisti comuni di gas, anche se solo volontari. La piattaforma comune di acquisto sarà aperta anche ai paesi dei Balcani occidentali e ai tre partner orientali associati. I leader riconoscono una “eccezione iberica”. In virtù delle scarse interconnessioni col resto d’Europa, Bruxelles consentirà a Spagna e Portogallo di porre limiti temporanei ai prezzi del gas utilizzato per generare elettricità con l'obiettivo di abbassare rapidamente le bollette.

Il Consiglio Europeo rinvia la palla nel campo della Commissione per quanto riguarda il tetto al prezzo del gas e il “disaccoppiamento” dei prezzi di gas ed elettricità. L’Esecutivo Ue ha già presentato un’analisi da cui emerge che interventi di questo tipo presentano dei costi, facendo intendere che decisioni su questa materia debbano essere prese con scelte politiche.

Sul punto si è espresso anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. “Il tetto ai prezzi si può mettere – ha sintetizzato il premier in conferenza stampa – perché il fornitore” russo “ha un solo cliente, cioè l’Europa, che è il più grande acquirente di gas naturale al mondo e ha un forte potere di mercato”. La divisione tra Stati sul punto si spiega, secondo Draghi, perché “non facciamo le stesse previsioni su quello che succederebbe dopo la fissazione di un tetto, nel senso che da alcuni c’è il timore delle reazioni del fornitore russo, quindi la decisione non è solo economica è anche politica”.

Sul mercato dell'elettricità i leader tornano a chiedere alla Commissione un esercizio complicato con gli attuali, ristretti margini di manovra politica: “presentare proposte che affrontino efficacemente il problema dei prezzi eccessivi dell'energia elettrica preservando l'integrità del mercato unico, mantenendo gli incentivi per la transizione verde, preservando la sicurezza dell'approvvigionamento ed evitando costi di bilancio sproporzionati”. Il tutto "entro maggio 2022, tenendo conto anche delle relazioni finali dell'ACER e dell'ESMA”.

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