Obbligo stoccaggi gas e certificati per i gestori, Gazprom nel mirino

Quest’anno gli Stati dovranno riempire i depositi all'80% prima dell'inverno

Redazione ANSA

Stati membri obbligati a riempire i depositi di gas almeno all'80% entro il 1° novembre di quest’anno e al 90% a partire dal 2023. E' la proposta contenuta nella proposta di regolamento di soli tre articoli, adottata dalla Commissione europea per garantire sicurezza degli approvvigionamenti. La bozza di regolamento conferma gli incentivi per gestori di rete e fornitori: rimborso totale delle tariffe di trasmissione verso e da i centri di stoccaggio per i primi, garanzie tramite contratti per differenza per i secondi.

La Commissione propone che le infrastrutture per lo stoccaggio del gas siano definite di “importanza critica”. In quanto tali, chi vuole gestirle deve ottenere una nuova certificazione obbligatoria per "evitare influenze esterne", si legge in una nota esplicativa della Commissione. Una misura che potrebbe anche significare la requisizione dei depositi di Gazprom in Europa.

Secondo la bozza, le autorità dovrebbero rifiutare la certificazione a gestori che possono mettere a rischio la sicurezza dell'approvvigionamento. Se un certificato viene rifiutato, le autorità di gestione e la Commissione potrebbero imporre all’operatore non in regola di cedere la partecipazione o i diritti sul sistema di stoccaggio, oltre a misure di compensazione. La certificazione va fatta entro 100 giorni per gli stoccaggi più grandi e quelli che sono stati recentemente riempiti a livelli costantemente bassi nell’ultimo anno (marzo 2021-22). Caratteristiche che hanno quasi tutti i depositi Gazprom in Germania, Austria, Olanda e Repubblica ceca. Per gli altri operatori, il processo di certificazione potrà protrarsi fino a 18 mesi.

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