L'Ue rilancia l'azione green su deforestazione, rifiuti e suoli

Stop all’import di merci associate a distruzione foreste e passaporto per i terreni da riporto

Redazione ANSA

Dopo Glasgow la Commissione europea rilancia sul Green Deal in tre mosse: un regolamento per frenare l’importazione di prodotti associati alla deforestazione, una stretta sull'export dei rifiuti e una strategia sui suoli. La prima proposta di regolamento prevede l'obbligo di buona condotta per produttori ed importatori di carni bovine, legno, soia, olio di palma, cacao e caffè. Quelli prodotti in aree di nuova deforestazione (dopo il 31 dicembre 2020) saranno bloccati alle frontiere. Anche mobili, cuoio e cioccolato provenienti da paesi terzi saranno osservati speciali. Gli operatori dovranno comunicare le coordinate geografiche del sito di produzione. Questo, insieme ai controlli satellitari, dà robustezza alle verifiche di conformità. La Commissione compilerà una classificazione dei paesi più a rischio deforestazione. I controlli spetteranno agli Stati membri, e dovranno coprire almeno il 15% degli operatori e un’uguale quota di importazioni. Anche l’entità della sanzione sarà decisa a livello nazionale, si va dalla sospensione della commercializzazione a una multa fino al 4% del fatturato annuo dell’azienda non conforme. I costi per le compagnie Ue, assicura la Commissione europea, saranno minimi.

La seconda proposta di regolamento riguarda la spedizione di rifiuti all’estero. Che, propone la Commissione, sarà vietata verso i paesi terzi che non sono capaci di gestire in modo sostenibile gli scarti. Bruxelles propone anche un monitoraggio rafforzato per le esportazioni in paesi Ocse, sanzioni più severe contro il traffico illegale, e misure per facilitare il recupero e il riciclo, per utilizzare i rifiuti come materia prima seconda nell’economia europea.

Infine, la Strategia sui suoli: l'annuncio che ha fatto più rumore è la presentazione di una legge Ue sul suolo nel 2023. Quello più originale, la possibilità di un "passaporto” per i terreni di riporto, per ridurne lo smaltimento come rifiuti e favorirne il reimpiego. Proposta originale ma con una sua logica: già oggi nelle Fiandre (Belgio) tutte le movimentazioni di terreno devono essere registrate in una banca dati nazionale, per separare la terra contaminata, destinata alla discarica e quella che può essere riusata. Il costo è di 0,05 euro per metro cubo di suolo, ma si risparmia fino a 2 euro per metro cubo in costi in tasse sulle discariche e trasporto dei rifiuti.

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