Voss (Ppe), Ue indietro su AI, spingerla affrontando rischi etici

Presentata la bozza di relazione della commissione speciale del Pe, primo voto a marzo 2022

Redazione ANSA

“Attualmente l’Ue non soddisfa le condizioni fondamentali per competere a livello di intelligenza artificiale (AI). Non abbiamo potere di mercato, ricerca e investimenti in AI e siamo molto indietro rispetto a Cina e Stati Uniti”. Lo ha denunciato l’europarlamentare tedesco Axel Voss (Ppe) presentando la bozza di relazione sull’intelligenza artificiale della commissione speciale del Parlamento Ue per l'AI (AIDA). “Il divario aumenta sempre più: Cina e Stati Uniti investono 5-6 volte di più di quanto non faccia l’Ue, i nostri ricercatori vanno via e anche la nostra infrastruttura di interconnessione è sottosviluppata” ha detto Voss, ricordando che “solo 8 delle 200 maggiori società tecnologiche hanno sede in Ue” e che “la nostra crescita economica è in continua flessione”.

“Abbiamo ancora tempo per promuovere un approccio incentrato sull’essere umano, basato sui nostro valori etici e democratici, che possa compensare la minaccia di un uso inadeguato dell’AI”, ha spiegato l’europarlamentare, avvertendo del rischio per l’Ue di perdere terreno in termini di competitività, ma anche di vedere “i nostri valori sostituiti, le nostre società marginalizzate, il nostro tenore di vita ridotto”.

Per Voss occorre “seguire una via che porti a un cambiamento di mentalità”, che si traduca in un regolamento che armonizzi il mercato digitale europeo; nell’adozione di “un approccio basato sul rischio per concentrare l’intervento legislativo solo su AI ad alto livello di rischio”; nella semplificazione dell’”accesso ai dati a ricercatori e imprese sulla base di standard comuni determinati dall’industria per agevolare l’uso dell’AI in Europa”; nella massimizzazione degli “investimenti nella connettività” e nella creazione di “un ecosistema di eccellenza per le competenze digitali” in Europa. Tra le questioni più controverse toccate da Voss, anche quella della raccolta dei dati biometrici che per l’europarlamentare necessita di essere “regolamentata piuttosto che vietata”.

Il testo (e gli eventuali emendamenti) sarà sottoposto a votazione alla commissione AIDA nel marzo 2022, seguito da un dibattito in plenaria e da una votazione a maggio 2022.

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