Tagliapietra, rinnovabili e nuove regole bilancio contro gli shock

L'esperto del Bruegel, l'impennata dei prezzi potrebbe annunciare un periodo prolungato di volatilità

Redazione ANSA

Mercato del gas in sofferenza e con scorte ai minimi, produzione eolica ridotta a causa di settimane di venti deboli, prezzi della CO2 raddoppiati in meno di un anno, la ripresa economica post-Covid che fa crescere la domanda sia per l’industria che per le famiglie (più condizionamento in estate, più riscaldamento per il telelavoro). Come non bastasse, in un mercato 'drogato' dalle quotazioni fuori scala di gas e fossili anche chi produce a costi più bassi (come nucleare, idroelettrico e rinnovabili) ha interesse vendere a prezzi più alti.

Ecco la "tempesta perfetta sui prezzi dell’energia". Così la definisce Simone Tagliapietra dell’Istituto Bruegel di Bruxelles. Lo studioso italiano ha pubblicato, insieme al collega Georg Zachmann, un'analisi puntuale dell'attuale congiuntura. La conclusione è che la volatilità di queste settimane potrebbe non essere una tantum, ma diventare condizione strutturale, e finire per accompagnare la “trasformazione profonda e veloce”, scrivono Tagliapietra e Zachmann, in corso nel sistema energetico.

Secondo Tagliapietra, "gli Stati e l’Ue hanno due tipi di soluzione". "Dal punto di vista strutturale è come se fossero ancora in mezzo al guado, cioè dovrebbero puntare molto di più sulle rinnovabili – spiega – ne avrebbe bisogno soprattutto l’Italia, ma non sta facendo abbastanza per velocizzare l’adozione di nuovi impianti". Nel breve periodo, sottolinea Tagliapietra, "i governi sono chiamati a mitigare gli effetti dei picchi di prezzo sulle fasce più deboli, come la Spagna che taglia l’Iva e i voucher energia pensati dal governo francese".

Come ricorda un portavoce della Commissione europea parlando con l'ANSA, già oggi "la legislazione dell'Ue consente, a determinate condizioni, agli Stati membri di applicare salvaguardie, come interventi pubblici nella fissazione dei prezzi per la fornitura di energia elettrica a famiglie in condizione di povertà energetica o a categorie di cittadini vulnerabili". Con le regole di bilancio Ue sospese per la pandemia, Bruxelles lascerà fare.

Il problema è cosa portebbe succedere con il possibile ritorno alle regole ferree del patto di stabilità pre-Covid. "E’ chiaro che quelle regole vanno riviste" scandisce Tagliapietra, ricordando l’idea di tenere gli investimenti verdi fuori dai vincoli di bilancio Ue, presentata ai ministri delle finanze Ue dall’economista tedesco Gunthram Wolff, direttore del Bruegel. "E’ impossibile ridurre il debito e al tempo stesso perseguire gli obiettivi climatici che l'Ue si è datarilancia Tagliapietra – visto che un terzo degli investimenti necessari saranno giocoforza a carico dei governi perché saranno interventi sulle infrastrutture".

La "golden rule" per gli investimenti verdi, se fosse accettata, li metterebbe al riparo dell'austerità. Ma si tratta, appunto, solo degli investimenti. Resta l'incognita su eventuali vincoli alla spesa pubblica per attenuare gli shock a breve termine e rincari eccessivi delle bollette. "La proposta più sensata – conclude Tagliapietra – è quella che sta alla base del fondo sociale per il clima portato avanti dalla Commissione, cioè usare i ricavi supplementari del prezzo della CO2 per creare una rete di sicurezza e così mitigare i contraccolpi sociali della transizione".

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