Von der Leyen, nel 2021 fino a 3 miliardi di investimenti

Ad aprile nuovo quadro giuridico con paletti per applicazioni ad alto rischio

Redazione ANSA

II nuovo fondo Ue di investimento per AI e blockchain "può raggiungere i 3 miliardi di euro quest'anno" in investimenti congiunti da parte dei fondi di investimento dell'Ue, delle banche di investimento nazionali e degli investitori in capitale di rischio. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenendo in video al convegno Masters of Digital organizzato da DigitalEurope.

Finora, "la mancanza di regole chiare" ha frenato lo sviluppo dell’intelligenza artificiale Ue, per questo Bruxelles presenterà in primavera un quadro giuridico per l'intelligenza artificiale, con "alcuni requisiti per le applicazione ad alto rischio per assicurarsi che utilizzino dati di alta qualità" e che sia garantito "il controllo umano", ha sottolineato von der Leyen.

"In parallelo al quadro giuridico, presenteremo un nuovo piano per promuovere l'eccellenza europea nell'IA", ha aggiunto von der Leyen, spiegando che il nuovo pacchetto darà seguito al Libro Bianco sull’IA del febbraio scorso, in cui si leggeva che i finanziamenti europei per la ricerca e l'innovazione per l'IA erano saliti a 1,5 miliardi di euro, e "l'obiettivo è di attrarre oltre 20 miliardi di euro di investimenti totali in Ue all'anno nell'IA nel prossimo decennio".

La mancanza di investimenti per le startup è un problema di vecchia data in Europa, rendendo difficile per le aziende digitali e tecnologiche locali crescere e competere con le rivali negli Stati Uniti e in Cina. "Le tecnologie che diventeranno decisive in 10 o 15 anni si stanno sviluppando proprio ora", ha proseguito von der Leyen. "Dobbiamo assicurarci che le aziende trovino le risorse di cui hanno bisogno oggi per diventare grandi domani".

Il quadro giuridico sull'IA è atteso per il 21 aprile e dovrebbe concentrarsi sulla responsabilità civile della tecnologia, oltre a stabilire definizioni del 'concetto' di intelligenza artificiale di applicazioni 'ad alto rischio', come il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici.

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