Perlot (Acem), sviluppare infrastruttura per ricarica elettrica

I costruttori di motocicli Ue, Green Deal spinge città verso veicoli più piccoli

Redazione ANSA

"E' necessario che i governi e le città sviluppino una rete di ricarica pubblica per i veicoli elettrici. Al momento i punti di ricarica sono insufficienti per accompagnare una crescita del mercato che sia in linea con gli obiettivi del Green Deal". Così in un'intervista all'ANSA, Antonio Perlot, segretario generale dell'Associazione dei costruttori europei di motocicli (Acem).

Secondo gli ultimi dati raccolti a settembre da Acem, in Italia su 23.587 motociclette registrate, solo 1.492 sono elettriche, mentre su 2.414 motorini registrati, solo 433 sono elettrici. In generale, a livello Ue, su 708.503 motociclette, 13.897 sono elettriche e su 205.688 motorini, 42.205 sono elettrici. Inoltre, nel 2020 in Europa risultano esserci oltre 200mila punti pubblici di ricarica per veicoli o moto elettriche, in Italia 4.461 postazioni, secondo i dati dell'Osservatorio Ue sui carburanti alternativi (Eafo).

"A livello nazionale servono politiche che incoraggino il rinnovo del parco veicoli circolante, - ha detto Perlot - con veicoli più puliti attraverso incentivi all'acquisto e defiscalizzazione accompagnati da misure di mobilità a favore di motocicli" commenta Perlot. Il Green Deal e gli obiettivi di decarbonizzazione della Commissione Ue, puntano a ridurre del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030.

"L'ambizione del Green Deal avrà un impatto su diversi settori dell'economia, compreso quello dei trasporti e della mobilità", spiega il segretario generale di Acem. "Riteniamo che la mobilità, in particolare quella urbana e peri-urbana, spingerà sempre più l'utilizzo di veicoli più piccoli, più leggeri e più specializzati dell'automobile, come ad esempio i motocicli a due, tre e quattro ruote" ha aggiunto Perlot. Nel settore motociclistico, secondo il segretario generale di Acem, sono già in atto da tempo investimenti per migliorare ulteriormente l'efficienza dei motori a combustione, in parallelo al processo di riduzione delle loro emissioni locali, attualmente anche con l'entrata in vigore dell'Euro 5.

"Tornando alla decarbonizzazione, va comunque sottolineato che la maggior parte dei motocicli venduti sul mercato europeo offrono già ora valori di emissioni di CO2 largamente inferiori a quelli delle auto medie di riferimento" ribadisce Perlot. In corso ci sono anche investimenti, legati agli obiettivi di decarbonizzazione, relativi alle propulsioni alternative, ossia meccanismi per mantenere il veicolo, in particolare per lo sviluppo e la commercializzazione di veicoli elettrici, a emissioni zero.

Inoltre, la transizione verde rappresenta una sfida anche in termini occupazionali, sarà necessario "sviluppare nuove competenze professionali, per continuare a migliorare l'efficienza dei motori termici e per le nuove tecnologie di propulsione"- afferma Perlot - il processo di trasformazione deve pertanto essere accompagnato e prevedere il tempo e le risorse necessarie per questa evoluzione, a livello occupazionale e di formazione".

Infine, a livello Ue, oltre ad analisi di impatto complete in sede legislativa, secondo Perlot, è fondamentale il sostegno pubblico alla Ricerca e sviluppo, in particolare per lo sviluppo di batterie specifiche, anche estraibili, per i motocicli. "Le batterie diventeranno sempre più un elemento strategico per fare in modo che l'industria Ue non continui a dipendere da Paesi asiatici e possa competere anche a livello di prezzo senza compromettere la qualità" conclude Perlot.

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