Ciambetti, dietro fallimento Eurogruppo motivi nascosti

Capodelegazione italiana a CdR, c'è chi usa crisi per sistemare magagne. Ma membri Pse prendono distanze

Redazione ANSA VENEZIA

VENEZIA - "Il vero fallimento dell'Eurogruppo non è l'incapacità di trovare una soluzione al modello di aiuto finanziario per sostenere il tessuto socio-economico europeo: il fallimento sta nel non dire i motivi reali del 'nein' all'idea di un allargamento del debito pubblico garantito coralmente da tutti gli stati dell'Unione". Lo afferma in una nota Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto e capo delegazione Italia nel Comitato delle Regioni a Bruxelles.

"Sono molto preoccupato - aggiunge Ciambetti - ma anche realistico: se c'è chi non si fida del nostro Paese perché ritiene che l'attuale classe dirigente sia delegittimata, non abbia cioè alle spalle quel vasto e necessario supporto socio-politico tale da garantire scelte tempestive e drastiche, lo dica e lo spieghi. Ma temo che ci sia ben altro dietro a questa ipotesi, per altro non del tutto infondata: tutto lascia supporre che c'è chi pensa di trarre formidabili vantaggi dalla pandemia e chi, invece, sfrutti il caos Covid-19 per sistemare le proprie immense magagne scaricando tutto, con costi sociali immensi, sui più deboli".

Per Ciambetti "in Europa da sola la Deutsche Bank vede nei propri bilanci oltre 43 mila miliardi di derivati, cioè titoli tossici pari a 14 volte il Pil tedesco. Davanti a questi numeri che vanno letti assieme a quelli tremendi dell'andamento dell'economia in questo 2020 con una diminuzione del 5% del Pil europeo e milioni di disoccupati in più, c'è veramente da chiedersi a chi serva il tira e molla incomprensibile dell'Eurogruppo. Non si tratta di assenza di solidarietà, che nell'Unione Europea almeno da una trentina d'anni è merce rara, ma di pura miopia e incapacità di comprendere cosa sta accadendo sotto i nostri occhi. Oppure c'è chi lo capisce benissimo e pensa di essere immune - conclude - sia al Covid-19 sia al disastro economico-finanziario che si prospetta".

Prendono le distanze dalla posizione di Ciambetti i membri italiani del CdR aderenti al gruppo del Partito socialista europeo: “Ciambetti parli come presidente del consiglio del Veneto e non come capo della delegazione italiana. Nessuno di noi ha mai dato il suo assenso. Non condividiamo la dichiaraziuone nel merito nè nel merito”, dichiarano in una nota congiunta.

 

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