A Trieste la si parla di Balcani. Tajani: "Stabilità dell'area è fondamentale"

Presente anche la premier Meloni, che ha chiesto all'Ue "una nuova visione per la regione"

Redazione ANSA

TRIESTE - "La stabilità della regione dei Balcani occidentali è fondamentale, anche perché attraverso quell'area passano anche i flussi migratori dalla Turchia ed è importante evitare l'immigrazione illegale: stabilità significa anche possibilità di crescita economica e di presenza delle nostre imprese". Lo ha dichiarato all'ANSA il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della Conferenza sui Balcani occidentali tenutasi a Trieste con l'obiettivo di "promuovere il ruolo dell'Italia nei Balcani Occidentali e il processo di integrazione europea della regione".

"Vogliamo avere i Paesi dei Balcani nell'orbita europea, questo significa essere credibili, seri, affidabili, fare investimenti; vogliamo essere più presenti, perché gli spazi lasciati vuoti nella politica vengono occupati da altri", ha continuato Tajani, sottolineando che la presenza delle imprese e delle missioni militari di pace italiane ed europee sono un antidoto ai "pericoli di occupazione di spazi da parte di altri".

"Non c'è solo la Russia, tanti sono interessati ai Balcani, per questo l'Italia e l'Europa devono essere più presenti", ha rimarcato il capo della Farnesina, che ha annunciato i lavori per "l'organizzazione di due business summit, uno in Serbia e uno in Kosovo" e "un summit di tutti i ministri degli Esteri dei Balcani a Roma nei prossimi mesi, oltre a un altro evento con Macedonia del Nord, Bulgaria e Romania per il corridoio adriatico delle infrastrutture" .

Intervenuta con un messaggio di saluti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che "il governo italiano c'è ed è pronto a fare la sua parte per rafforzare la presenza delle aziende italiane nei Balcani". "Sono fermamente convinta della complementarietà tra il nostro sistema economico nazionale e quello dei paesi dei Balcani occidentali e sono convinta della possibilità di sviluppare forme vincenti di cooperazione industriale e commerciale tra le due sponde dell'Adriatico", ha continuato il capo del governo che ha chiesto all'Ue di "sviluppare una nuova visione per la regione".

Presente anche il commissario Ue all'allargamento Oliver Varhelyi. Il processo e la prospettiva di allargamento, ha detto il commissario ungherese, "sono stati una priorità della nostra Commissione sin dal primo giorno del nostro mandato e alla luce dell'attuale crisi economica e geopolitica, sorta dall'aggressione russa all'Ucraina l'allargamento" è ancor più "prioritario: ecco perché è ancora più importante insistere e sostenere in misura maggiore del passato i nostri vicini", perché "questi Paesi dovranno diventare membri dell'Ue".

Durante la conferenza si sono svolti quattro panel su partenariato Italia-Balcani Occidentali. Dalla discussione su "strumenti e opportunità per il Sistema Paese", al "ruolo del sistema produttivo italiano nell'area", dagli "strumenti internazionali a sostegno della crescita economica" fino alla presentazione del progetto "Go! 2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025".

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