Orban, 'sanzioni un errore, Ue si è sparata ai polmoni' 

  'Leader europei ammetteranno di aver fatto un errore di calcolo' 

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Inizialmente, pensavo che ci fossimo solo sparati a un piede, ma ora è chiaro che l'economia europea si è sparata nei polmoni e ora fatica a respirare". Così il premier ungherese, Viktor Orban, nella sua consueta intervista all'emittente Kossut Radio. Il primo ministro, da sempre critico nei confronti delle sanzioni imposte dall'Ue contro la Russia, ha rincarato la dose, sostenendo che le misure restrittive "non aiutano l'Ucraina" né contribuiscono ad avvicinarsi alla "fine della guerra", semmai la prolungano.

Inoltre, è il ragionamento di Orban, le sanzioni sono "dannose per l'economia europea e se continua così, la uccideranno". "Il momento della verità - ha aggiunto - deve arrivare a Bruxelles, quando i leader ammetteranno di aver fatto un errore di calcolo, che la politica delle sanzioni era basata su presupposti sbagliati e non ha soddisfatto le aspettative riposte in essa".

Nei giorni scorsi l'Ungheria ha annunciato un piano d'emergenza per affrontare la crisi energetica, che prevede tra l'altro il divieto di export di vettori energetici ed un limite al programma di sussidi per la riduzione dei costi delle utenze varato dal governo. Le finanze del paese, gravate da aumenti di sussidi e pensioni adottati prima delle elezioni di aprile, sono ulteriormente sotto pressione a causa dell'inflazione, ai massimi negli ultimi venti anni, e del calo vertiginoso del fiorino.

Resta aperta la questione dei fondi per la ripresa, congelati a causa del braccio di ferro con l'Ue sullo stato di diritto, questione su cui Budapest e Bruxelles stanno tentando di raggiungere un accordo. A peggiorare le cose, la proposta di riforma, avanzata dal governo, che farebbe aumentare le tasse per freelance e Pmi, suscitando le proteste dei cittadini, scesi in piazza nella capitale contro il provvedimento.

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